Eupalino o dell'architettura

di Paul Valéry

Montecristo edizioni · 2025

Descrizione

Il dialogo filosofico Eupalinos o l'Architetto (1921) di Paul Valéry vede Socrate e Fedro incontrarsi nell'Ade per discutere la figura dell'architetto Eupalinos, facendo dell'architettura una metafora dell'atto creativo.
Socrate lamenta la fragilità delle opere umane, contrapponendole alle costruzioni teoriche dei filosofi, che non crollano solo perché "non esistono". Fedro risponde descrivendo Eupalinos come un maestro che bilancia una meticolosa attenzione ai dettagli tecnici (costruire per durare) con un obiettivo sublime: plasmare l'emozione del contemplatore.
Per Eupalinos, l'architettura non è solo materia, ma un "strumento incomparabile" per la luce e lo spazio. Egli utilizza modulazioni impercettibili e curvature insensibili per condurre lo spettatore a una "sorta di felicità", ottenendo un effetto paragonabile a quello suscitato dall'oggetto amato. L'opera, pur nella sua semplicità apparente, opera sull'anima attraverso un'invisibile combinazione di regolarità e irregolarità.

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