Fascismo e democrazia
anna ruggieri · 2017
Descrizione
Dall’incipit del libro:
Nelle recensioni al mio libro L’Aventure italienne comparse in questi giorni, rispettivamente nell’«Avanti!» del 15 luglio, nell’«Iniziativa» del 15 agosto e nell’«Observateur» del 7.14.21 agosto, gli amici Andrich e Bergamo, da una parte, e F. L. F. dall’altra, oppongono alla versione da me data della crisi italiana del dopoguerra obiezioni sì gravi e categoriche, sì fondamentalmente demolitrici, da indurmi a riprendere brevemente in esame – per meglio chiarire il mio pensiero – il tormentoso problema.
Ciò mi appare tanto più indispensabile in quanto che (e di ciò sembra non si siano accorti i miei amabili contraddittori), nel tradurre in atto il mio modesto tentativo di distruggere alcune delle più caratteristiche leggende delle quali si avvale, all’estero, la propaganda fascista e dalle quali l’opinione pubblica straniera attinge spesso – in buona o in mala fede – anche nei Paesi di democrazia – la giustificazione ai propri «diplomatici» atteggiamenti, io mi sono intenzionalmente astenuto dall’approfondire la dimostrazione storico-politica dell’assunto sinteticamente espresso nel titolo stesso del libro, avendo voluto a qualunque costo conservare a questo – dato il pubblico a cui esso era diretto – un carattere strettamente documentale.
Nelle recensioni al mio libro L’Aventure italienne comparse in questi giorni, rispettivamente nell’«Avanti!» del 15 luglio, nell’«Iniziativa» del 15 agosto e nell’«Observateur» del 7.14.21 agosto, gli amici Andrich e Bergamo, da una parte, e F. L. F. dall’altra, oppongono alla versione da me data della crisi italiana del dopoguerra obiezioni sì gravi e categoriche, sì fondamentalmente demolitrici, da indurmi a riprendere brevemente in esame – per meglio chiarire il mio pensiero – il tormentoso problema.
Ciò mi appare tanto più indispensabile in quanto che (e di ciò sembra non si siano accorti i miei amabili contraddittori), nel tradurre in atto il mio modesto tentativo di distruggere alcune delle più caratteristiche leggende delle quali si avvale, all’estero, la propaganda fascista e dalle quali l’opinione pubblica straniera attinge spesso – in buona o in mala fede – anche nei Paesi di democrazia – la giustificazione ai propri «diplomatici» atteggiamenti, io mi sono intenzionalmente astenuto dall’approfondire la dimostrazione storico-politica dell’assunto sinteticamente espresso nel titolo stesso del libro, avendo voluto a qualunque costo conservare a questo – dato il pubblico a cui esso era diretto – un carattere strettamente documentale.
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