Gerusalemme o morte. Un #MeToo di mille anni fa
Luigi Pellegrini Editore · 2021
Descrizione
Federico I Hohenstaufen, detto il Barbarossa, è un sovrano illuminato, più moderno che mai, che sogna l’Europa unita, il disegno non riuscito di Carlo Magno. Cerca in ogni modo la convivenza civile senza ricorrere alla spada.
Sue le leggi che proteggono le donne e gli ebrei.
L’11 maggio 1189 Federico I lascia la città imperiale di Ratisbona (odierna Regensburg) diretto a Gerusalemme per la “crociata dei tre re”, cui partecipano anche le corone di Francia e Inghilterra. Il suo poderoso esercito naviga sul Danubio: Vienna, Budapest, Belgrado. Poi i Dardanelli e l’ostile Turchia, infine il fiume Salef, in Cilicia, con la svolta del 10 giugno 1190. Il romanzo è dominato dalla figura dell’imperatore, ma hanno un ruolo importante anche il figlio Federico, coraggioso e impetuoso, due giovani donne poliglotte, la gitana Runa e l’ebrea Ruth, che diventano abili spie e spezzano cuori, e lo scudiero Sabellicus, sordomuto ma più perspicace di chiunque altro. Cruciale è anche il ruolo del fedelissimo tesoriere-scrivano Sigiboto, che gestisce con spietato realismo un serpentone di uomini e cavalli che attraversa mezza Europa. Senza erba, acqua e cibo i crociati non vanno avanti, ma Sigiboto, aiutato dalle due belle spie ormai dedite anima e corpo alla crociata, inventa ogni raggiro per finanziare la costosa spedizione in Terra Santa. Una vicenda ricca di colpi di scena che il diario segreto del fido tesoriere contribuisce a rendere ancora più originale e appassionante.
Sue le leggi che proteggono le donne e gli ebrei.
L’11 maggio 1189 Federico I lascia la città imperiale di Ratisbona (odierna Regensburg) diretto a Gerusalemme per la “crociata dei tre re”, cui partecipano anche le corone di Francia e Inghilterra. Il suo poderoso esercito naviga sul Danubio: Vienna, Budapest, Belgrado. Poi i Dardanelli e l’ostile Turchia, infine il fiume Salef, in Cilicia, con la svolta del 10 giugno 1190. Il romanzo è dominato dalla figura dell’imperatore, ma hanno un ruolo importante anche il figlio Federico, coraggioso e impetuoso, due giovani donne poliglotte, la gitana Runa e l’ebrea Ruth, che diventano abili spie e spezzano cuori, e lo scudiero Sabellicus, sordomuto ma più perspicace di chiunque altro. Cruciale è anche il ruolo del fedelissimo tesoriere-scrivano Sigiboto, che gestisce con spietato realismo un serpentone di uomini e cavalli che attraversa mezza Europa. Senza erba, acqua e cibo i crociati non vanno avanti, ma Sigiboto, aiutato dalle due belle spie ormai dedite anima e corpo alla crociata, inventa ogni raggiro per finanziare la costosa spedizione in Terra Santa. Una vicenda ricca di colpi di scena che il diario segreto del fido tesoriere contribuisce a rendere ancora più originale e appassionante.
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