Il mio fu un dio operaio
Abel Books · 2013
Descrizione
Viene il momento in cui l’autore deve affrontare la più difficile delle sue fatiche: la narrazione della propria vita. Dovrebbe - l’esistenza vissuta - essere il migliore dei suoi capolavori. Ma nel raccontarla sorge un temibile pericolo: l’obiettività. Essere obiettivi nei confronti della propria vita è arduo. Chi vuole esserlo deve togliersi la maschera, essere onesto con se stesso, confessarsi …
Qui l’autore, insieme al resoconto della propria esistenza, traccia il percorso di un’esperienza religiosa, che parte dall’educazione convenzionale, prosegue con una fase di ateismo e la perdita di fiducia verso ogni idea di Trascendenza. Ma improvvisamente appaiono quelle esperienze numinose di cui aveva parlato Jung e rimettono tutto in discussione. Non si tratta più di avere una fede, ossia credere in qualcosa stabilito da una teologia. L’esperienza religiosa è vissuta adesso con il corpo (la più indubitabile delle nostre realtà). Si trova un senso all’esistenza. Gli orizzonti si ampliano. Si passa dal male al bene …
Qui l’autore, insieme al resoconto della propria esistenza, traccia il percorso di un’esperienza religiosa, che parte dall’educazione convenzionale, prosegue con una fase di ateismo e la perdita di fiducia verso ogni idea di Trascendenza. Ma improvvisamente appaiono quelle esperienze numinose di cui aveva parlato Jung e rimettono tutto in discussione. Non si tratta più di avere una fede, ossia credere in qualcosa stabilito da una teologia. L’esperienza religiosa è vissuta adesso con il corpo (la più indubitabile delle nostre realtà). Si trova un senso all’esistenza. Gli orizzonti si ampliano. Si passa dal male al bene …
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