Leggere l'opera d'arte. Dal figurativo all'astratto

di Lucia Corrain, Mario Valenti

Società Editrice Esculapio · 2023

Descrizione

«Il dibattito sulla natura del linguaggio pittorico è, negli ambienti semiotici, sempre attuale. E nota l’importanza delle lingue naturali nella costruzione del mondo degli oggetti iconizzati. Si postula la necessità di una ‘griglia di lettura’ che permetta il riconoscimento degli oggetti rappresentati in un quadro cosiddetto figurativo. Si ammette che una lettura di questo tipo non dice nulla - o ben poco - sulla pittura come tale. Dopo Diderot - o da sempre forse, senza dirlo - si sa tuttavia che esiste un’altra lettura, ‘tecnica’, della pittura. È [...] come se, talvolta, in vista di una “deformazione coerente” del sensibile, direbbe Merleau-Ponty, una lettura seconda, rivelatrice delle forme plastiche, si confrontasse con le Gestalten iconizzabili riconoscendo in esse corrispondenze cromatiche ed eidetiche “normalmente” invisibili, altri formanti più o meno “defigurati” ai quali esse si affretteranno ad attribuire nuove significazioni. Così, si dirà, la pittura si mette a parlare il proprio linguaggio. ... La semiotica visiva riesce, bene o male, a proporre un’interpretazione coerente della doppia lettura - iconizzante e plastica - degli oggetti del mondo [... ]. Così, la figuratività non è un semplice ornamento delle cose: essa è questo schermo dell’apparire la cui virtù consiste nel dischiudersi, nel lasciarsi intravedere, grazie o a causa della sua imperfezione, come una possibilità di senso ulteriore».

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