Partigiani non santi ma combattenti
Kimerik · 2021
Descrizione
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati”.
Piero Calamandrei
I personaggi di questo romanzo fanno rivivere alcuni dei protagonisti del movimento partigiano, ed esprimono l’ambiente sociale, economico e religioso nel quale esso è nato e si è sviluppato, tra il 1943 e il 1945.
Ogni comunità del centro-nord Italia, dopo la fatidica resa incondizionata dell’8 settembre, chiamata armistizio, ha visto nascere gruppi spontanei e di seguito organizzati seguendo le direttive degli Angloamericani, con l’intento di indebolire la struttura organizzativa della cosiddetta Repubblica di Salò e opporsi all’occupazione dei reparti militari tedeschi per facilitare la liberazione dell’Italia. La loro forza veniva dalla radicazione sul territorio, tra la propria gente, da un amore per la patria che per ciascuno di loro era un ideale, e che si concretizzava nell’attaccamento alle proprie tradizioni. A motivarli era la voglia di dare dignità e libertà alle loro vite, dopo la deviazione culturale discriminatoria e oppressiva vissuta durante il ventennio a regime fascista.
I protagonisti si muovono tra l’Appennino Tosco-Emiliano, le Alpi Apuane, lungo la linea Gotica, ma si possono ritrovare nei racconti e nella storia di tutti coloro che hanno combattuto affinché in Italia tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e siano considerati eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Piero Calamandrei
I personaggi di questo romanzo fanno rivivere alcuni dei protagonisti del movimento partigiano, ed esprimono l’ambiente sociale, economico e religioso nel quale esso è nato e si è sviluppato, tra il 1943 e il 1945.
Ogni comunità del centro-nord Italia, dopo la fatidica resa incondizionata dell’8 settembre, chiamata armistizio, ha visto nascere gruppi spontanei e di seguito organizzati seguendo le direttive degli Angloamericani, con l’intento di indebolire la struttura organizzativa della cosiddetta Repubblica di Salò e opporsi all’occupazione dei reparti militari tedeschi per facilitare la liberazione dell’Italia. La loro forza veniva dalla radicazione sul territorio, tra la propria gente, da un amore per la patria che per ciascuno di loro era un ideale, e che si concretizzava nell’attaccamento alle proprie tradizioni. A motivarli era la voglia di dare dignità e libertà alle loro vite, dopo la deviazione culturale discriminatoria e oppressiva vissuta durante il ventennio a regime fascista.
I protagonisti si muovono tra l’Appennino Tosco-Emiliano, le Alpi Apuane, lungo la linea Gotica, ma si possono ritrovare nei racconti e nella storia di tutti coloro che hanno combattuto affinché in Italia tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e siano considerati eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
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