Massimo Carmassi 1974-1990
Pisa University Press · 2024
Descrizione
Ogni architetto pisano è inevitabilmente chiamato a confrontarsi con l’eredità di Massimo Carmassi. Durante il suo incarico come direttore dell’Ufficio Progetti del Comune di Pisa, dal 1974 al 1990, Carmassi ha realizzato numerosi progetti pubblici, tra cui restauri nel centro storico e nuove costruzioni nelle aree periferiche. Il volume rappresenta una ricerca accademica sulle sue opere pubbliche, esaminando i suoi progetti e il contesto storico in cui ha operato, grazie soprattutto allo studio dei disegni conservati nell’archivio.
La riscoperta dell’archivio presso gli uffici comunali ha portato alla luce materiale inedito, che consente oggi di approfondire la costruzione del linguaggio progettuale di Carmassi.
La prima parte del libro esplora gli eventi, sia di natura fattuale che ideologica, che hanno portato alla nascita dell’Ufficio Progetti. Questo organo pubblico ha svolto un’analisi dettagliata della struttura morfologica della città, formulando successivamente un metodo per il suo recupero e la sua espansione. La seconda parte del volume colloca la metodologia di Carmassi all’interno del Regionalismo Critico di Kenneth Frampton, evidenziando come alcuni temi progettuali, quali la concezione tettonica, l’approccio topologico e la dimensione tattile, possano essere correlati a questa teoria. Una interpretazione che permette di inserire l’opera di Carmassi nel contesto più ampio dell’architettura internazionale. Nella terza parte vengono presentati i disegni inediti rinvenuti durante la ricerca d’archivio, progetti non realizzati o soluzioni preliminare di progetti noti, i quali offrono una comprensione globale del lavoro svolto dall’Ufficio Progetti, fino a rivelare il profondo legame instaurato con la città di Pisa.
La riscoperta dell’archivio presso gli uffici comunali ha portato alla luce materiale inedito, che consente oggi di approfondire la costruzione del linguaggio progettuale di Carmassi.
La prima parte del libro esplora gli eventi, sia di natura fattuale che ideologica, che hanno portato alla nascita dell’Ufficio Progetti. Questo organo pubblico ha svolto un’analisi dettagliata della struttura morfologica della città, formulando successivamente un metodo per il suo recupero e la sua espansione. La seconda parte del volume colloca la metodologia di Carmassi all’interno del Regionalismo Critico di Kenneth Frampton, evidenziando come alcuni temi progettuali, quali la concezione tettonica, l’approccio topologico e la dimensione tattile, possano essere correlati a questa teoria. Una interpretazione che permette di inserire l’opera di Carmassi nel contesto più ampio dell’architettura internazionale. Nella terza parte vengono presentati i disegni inediti rinvenuti durante la ricerca d’archivio, progetti non realizzati o soluzioni preliminare di progetti noti, i quali offrono una comprensione globale del lavoro svolto dall’Ufficio Progetti, fino a rivelare il profondo legame instaurato con la città di Pisa.
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