mercy in-sight
di Cecilia De Carli, Elena Di Raddo, p. Enzo Viscardi
EDUCatt Università Cattolica · 2016
Descrizione
Rivolgendosi agli artisti suoi contemporanei, San Giovanni Paolo scrisse che
«ogni autentica intuizione artistica va oltre ciò che percepiscono i sensi e, penetrando la realtà, si sforza di interpretarne il mistero nascosto» (San Giovanni Paolo II, “Lettera agli artisti”, Roma, 4 aprile 1999, n. 6.).
Tra i fattori che rendono universale il linguaggio dell’arte v’è infatti la capacità di far affiorare dalla materia apparentemente inerte le grandi questioni che percorrono l’esistenza umana e le esperienze che ne caratterizzano il fluire.
Nel realizzare un’opera d’arte visiva, più direttamente di quanto possa avvenire nella redazione di un testo, l’autore trascende la propria condizione soggettiva e lo stesso stato psicologico di produzione dell’oggetto artistico per aprirsi a una serie potenzialmente infinita delle letture e visioni altrui. L’arte contemporanea sembra avere persino superato la storica dicotomia tra forma e contenuto, trasfigurando ogni tipo di soggetto anche mediante il ricorso a tecniche e materiali sempre nuovi.
Il potere rappresentativo dell’arte riguarda anche il senso religioso che, per quanto possa essere trascurato e silenziato dagli stili e costumi della nostra epoca, dimora nel cuore di ogni persona e, laddove sia stato illuminato dalla Rivelazione, tocca anche il contenuto della fede vissuta. Tutto ciò può accadere non solo attraverso il linguaggio armonioso e pacificante della bellezza, ma anche per mezzo della tensione evocata da contrasti, asimmetrie, discontinuità, vuoti. Nel corso dei secoli le combinazioni tra forme, colori e volumi; tra luci e ombre, divenuti pittura e scultura hanno trasmesso, e tuttora trasmettono agli uomini postmoderni, anche il bisogno o la percezione della Misericordia. L’arte ha saputo così rappresentare tanto la nostalgia per una Presenza indefinita che possa perdonare il male e riempire il vuoto, quanto la dolcezza, affettiva e intellettiva ad un tempo, del sentirsi fatti oggetto di un bene che non passa e sempre pronto a riaccogliere chi si era allontanato con la tenerezza di un padre e di una madre amorevoli. Seguendo questa via, questo catalogo raccoglie e ripropone il prezioso contributo di un gruppo di artisti che, esponendo i loro lavori all’interno del nostro Ateneo, si sono cimentati esplicitamente con il tema dell’Anno Santo Straordinario dedicato alla Misericordia. Un gesto di generosità e amicizia verso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e che, soprattutto, testimonia la verità delle parole di Papa Francesco:
«L’arte ha in sé una dimensione salvifica e deve aprirsi a tutto e a tutti, e a ciascuno offrire consolazione e speranza».
In tal modo questi artisti ci aiutano ad aderire, in quanto Ateneo dei cattolici italiani, all’invito che il Santo Padre rivolge a tutti i credenti quando afferma che:
«la Chiesa deve promuovere l’uso dell’arte nella sua opera di evangelizzazione, guardando al passato ma anche alle tante forme espressive attuali senza temere di trovare e utilizzare nuovi simboli, nuove forme d’arte, nuovi linguaggi…» (Papa Francesco, “La mia idea di arte”, a cura di Tiziana Lupi, Mondadori – Musei Vaticani, 2015.)
Agli artisti e al nostro Centro Pastorale che, secondo una bella consuetudine, ha promosso questa iniziativa, rivolgo pertanto l’espressione della gratitudine di tutta la nostra comunità. Ai lettori rivolgo invece l’invito a lasciarsi affascinare, ma anche spesso interrogare, dalle rappresentazioni che da tale creatività e impegno sono state generate.
Franco Anelli, Magnifico Rettore Università Cattolica del Sacro Cuore
«ogni autentica intuizione artistica va oltre ciò che percepiscono i sensi e, penetrando la realtà, si sforza di interpretarne il mistero nascosto» (San Giovanni Paolo II, “Lettera agli artisti”, Roma, 4 aprile 1999, n. 6.).
Tra i fattori che rendono universale il linguaggio dell’arte v’è infatti la capacità di far affiorare dalla materia apparentemente inerte le grandi questioni che percorrono l’esistenza umana e le esperienze che ne caratterizzano il fluire.
Nel realizzare un’opera d’arte visiva, più direttamente di quanto possa avvenire nella redazione di un testo, l’autore trascende la propria condizione soggettiva e lo stesso stato psicologico di produzione dell’oggetto artistico per aprirsi a una serie potenzialmente infinita delle letture e visioni altrui. L’arte contemporanea sembra avere persino superato la storica dicotomia tra forma e contenuto, trasfigurando ogni tipo di soggetto anche mediante il ricorso a tecniche e materiali sempre nuovi.
Il potere rappresentativo dell’arte riguarda anche il senso religioso che, per quanto possa essere trascurato e silenziato dagli stili e costumi della nostra epoca, dimora nel cuore di ogni persona e, laddove sia stato illuminato dalla Rivelazione, tocca anche il contenuto della fede vissuta. Tutto ciò può accadere non solo attraverso il linguaggio armonioso e pacificante della bellezza, ma anche per mezzo della tensione evocata da contrasti, asimmetrie, discontinuità, vuoti. Nel corso dei secoli le combinazioni tra forme, colori e volumi; tra luci e ombre, divenuti pittura e scultura hanno trasmesso, e tuttora trasmettono agli uomini postmoderni, anche il bisogno o la percezione della Misericordia. L’arte ha saputo così rappresentare tanto la nostalgia per una Presenza indefinita che possa perdonare il male e riempire il vuoto, quanto la dolcezza, affettiva e intellettiva ad un tempo, del sentirsi fatti oggetto di un bene che non passa e sempre pronto a riaccogliere chi si era allontanato con la tenerezza di un padre e di una madre amorevoli. Seguendo questa via, questo catalogo raccoglie e ripropone il prezioso contributo di un gruppo di artisti che, esponendo i loro lavori all’interno del nostro Ateneo, si sono cimentati esplicitamente con il tema dell’Anno Santo Straordinario dedicato alla Misericordia. Un gesto di generosità e amicizia verso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e che, soprattutto, testimonia la verità delle parole di Papa Francesco:
«L’arte ha in sé una dimensione salvifica e deve aprirsi a tutto e a tutti, e a ciascuno offrire consolazione e speranza».
In tal modo questi artisti ci aiutano ad aderire, in quanto Ateneo dei cattolici italiani, all’invito che il Santo Padre rivolge a tutti i credenti quando afferma che:
«la Chiesa deve promuovere l’uso dell’arte nella sua opera di evangelizzazione, guardando al passato ma anche alle tante forme espressive attuali senza temere di trovare e utilizzare nuovi simboli, nuove forme d’arte, nuovi linguaggi…» (Papa Francesco, “La mia idea di arte”, a cura di Tiziana Lupi, Mondadori – Musei Vaticani, 2015.)
Agli artisti e al nostro Centro Pastorale che, secondo una bella consuetudine, ha promosso questa iniziativa, rivolgo pertanto l’espressione della gratitudine di tutta la nostra comunità. Ai lettori rivolgo invece l’invito a lasciarsi affascinare, ma anche spesso interrogare, dalle rappresentazioni che da tale creatività e impegno sono state generate.
Franco Anelli, Magnifico Rettore Università Cattolica del Sacro Cuore
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