Un delizioso crostino alla cacca di beccaccia
Kimerik · 2025
Descrizione
Dove sono finiti gli animali da carne vissuti in libertà, dove riusciamo oggi a trovare un branzino selvaggio se non quello cresciuto in un allevamento, dove troviamo delle uova fresche di galline ruspanti?
Chi oggi, in tempi di nefast food, si sognerebbe di “perdere” ore e ore per avere un ragù di carne oppure di prepararsi in casa il pane fresco… e quello grattugiato? E, in tema di pangrattato, chi “lavorerebbe” il pane raffermo in modo da averne a disposizione di tre tipi per tre diversi usi?
Come, oggigiorno, potremmo bere del latte appena munto o mangiare del formaggio di malga senza che il contadino (esiste ancora?) o il malgaro abbiano corso il rischio di andare contro una sanzione amministrativa degli ispettori dell’Unità socio sanitaria locale?
Come sarebbe possibile trovare uno chef (che non sia anche cacciatore) che ci prepari e ci proponga un “crostino alla cacca di beccaccia”, stuzzichino ormai dimenticato da tutti i libri di gastronomia?
Chi oggi si sognerebbe di usare (enne volte) un olio per friggere finché non è diventato nero? Una volta accadeva e c’era chi, come la donna che ci portava il latte fresco a casa, trovava il modo di fare buon uso di quell’olio.
Se è vero che ? come si usa spesso dire ? “un popolo è ciò che mangia”, questo libro non è una pagina di storia ma la storia di un intero periodo del popolo di una parte di questo continente che insieme a Trieste, Pola e l’Istria tutta sono stati al centro della Mitteleuropa. Un’idea primigenia di come sarà o come dovrebbe essere (chissà quando) l’Europa.
Chi oggi, in tempi di nefast food, si sognerebbe di “perdere” ore e ore per avere un ragù di carne oppure di prepararsi in casa il pane fresco… e quello grattugiato? E, in tema di pangrattato, chi “lavorerebbe” il pane raffermo in modo da averne a disposizione di tre tipi per tre diversi usi?
Come, oggigiorno, potremmo bere del latte appena munto o mangiare del formaggio di malga senza che il contadino (esiste ancora?) o il malgaro abbiano corso il rischio di andare contro una sanzione amministrativa degli ispettori dell’Unità socio sanitaria locale?
Come sarebbe possibile trovare uno chef (che non sia anche cacciatore) che ci prepari e ci proponga un “crostino alla cacca di beccaccia”, stuzzichino ormai dimenticato da tutti i libri di gastronomia?
Chi oggi si sognerebbe di usare (enne volte) un olio per friggere finché non è diventato nero? Una volta accadeva e c’era chi, come la donna che ci portava il latte fresco a casa, trovava il modo di fare buon uso di quell’olio.
Se è vero che ? come si usa spesso dire ? “un popolo è ciò che mangia”, questo libro non è una pagina di storia ma la storia di un intero periodo del popolo di una parte di questo continente che insieme a Trieste, Pola e l’Istria tutta sono stati al centro della Mitteleuropa. Un’idea primigenia di come sarà o come dovrebbe essere (chissà quando) l’Europa.
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