Crimini e mass media
Infinito Edizioni · 2014
Descrizione
Questo saggio è una bussola che non deve mancare in qualunque famiglia abbia una televisione. Perché l’informazione deve essere libera ma ciascuno deve avere gli essenziali e necessari antidoti per non restarne a sua volta vittima.
Il grande psichiatra, criminologo e diacono cattolico Alessandro Meluzzi, colonna portante della trasmissione televisiva “Quarto grado”, sostiene che la forza delle immagini, della comunicazione, è utile. Anche nei più efferati casi di cronaca nera. Pensare di fermare le immagini è una censura inaccettabile e ciascuno ha il diritto di formarsi una propria opinione. Ma ci sono le distorsioni della stampa e della tv, e i pericoli che ne derivano sono tanti e possono essere gravi, persino nell’emissione di una sentenza in tribunale. Perché anche i giudici guardano la televisione…
“La forza delle immagini, della comunicazione, è comunque qualcosa di utile. È una tra le ragioni per la quale sono contrario sempre a ogni forma di censura. Pensare di fermare le immagini è come pensare di fermare il vento con le dita”. (Alessandro Meluzzi)
“Come nell’arena il pubblico ha sete di sangue, allo stesso modo, di fronte ai presunti colpevoli di un omicidio, l’opinione pubblica ha sete di condanna e carcere”. (Emma D’Aquino)
“Credo che questo saggio di Alessandro Meluzzi, così dotto e profondo nel discutere tutto ciò che gravita intorno a crimini e media, ci permetta di riflettere sulla necessità di ritoccare i registri dell’informazione e della comunicazione, e di riappropriarci di alcuni valori morali e deontologici troppo spesso sotterrati”. (Luciano Garofano)
Il grande psichiatra, criminologo e diacono cattolico Alessandro Meluzzi, colonna portante della trasmissione televisiva “Quarto grado”, sostiene che la forza delle immagini, della comunicazione, è utile. Anche nei più efferati casi di cronaca nera. Pensare di fermare le immagini è una censura inaccettabile e ciascuno ha il diritto di formarsi una propria opinione. Ma ci sono le distorsioni della stampa e della tv, e i pericoli che ne derivano sono tanti e possono essere gravi, persino nell’emissione di una sentenza in tribunale. Perché anche i giudici guardano la televisione…
“La forza delle immagini, della comunicazione, è comunque qualcosa di utile. È una tra le ragioni per la quale sono contrario sempre a ogni forma di censura. Pensare di fermare le immagini è come pensare di fermare il vento con le dita”. (Alessandro Meluzzi)
“Come nell’arena il pubblico ha sete di sangue, allo stesso modo, di fronte ai presunti colpevoli di un omicidio, l’opinione pubblica ha sete di condanna e carcere”. (Emma D’Aquino)
“Credo che questo saggio di Alessandro Meluzzi, così dotto e profondo nel discutere tutto ciò che gravita intorno a crimini e media, ci permetta di riflettere sulla necessità di ritoccare i registri dell’informazione e della comunicazione, e di riappropriarci di alcuni valori morali e deontologici troppo spesso sotterrati”. (Luciano Garofano)
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