La mia famiglia contadina nel dopoguerra romano

di Massimo Pizzichini

Youcanprint · 2024

Descrizione

L'autore riporta i suoi ricordi giovanili vissuti in una famiglia contadina di altri tempi, dove i buoi erano l'unica forza lavoro, lo stallatico era l'unico concime possibile, i pesticidi erano sconosciuti. C'è la descrizione dei lavori tipici come la semina a mano, la trebbiatura, l'uccisione del maiale ecc. La solidarietà, l'amicizia, la convivenza faceva dimenticare le tante tribolazioni e la fatica del vivere. Le testimonianze si basano sulla tradizione orale dei suoi cari, ma sono anche attestazioni che permettono di comparare il modello dell'agricoltura del passato con quello moderno e tecnologico di oggi. L'autore (ricercatore scientifico) offre un quadro esauriente per cogliere spunti utili nel campo della biodiversità, in materia di impatto ambientale, sul concetto di sostenibilità, di riciclaggio e riuso dei rifiuti, insomma quelli di una società scomparsa, oggi vagamente sognata. Il racconto contiene spunti storici come la storia della famiglia Salviati, quella della dei Florio imparentata con i Salviati ed anche la storia del carabiniere Mario Pizzichini, sfuggito per miracolo alle deportazioni naziste. Il racconto s'inserisce nella cultura del neorealismo italiano.

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