Lettera al mio fantasma
di Saba Anglana
AnimaMundi Edizioni · 2020
Descrizione
«Ci sono pensieri che ardono insieme all’impazienza di riempire tutta l’aria con un piccolo niente. Si confondono assenza ed essenza, tu fantasma diventi potente e fragrante, fila il fumo verso l’alto, verso la tessitura dell’immagine di tutto ciò che manca».
Un’artista eclettica come Saba Anglana, impegnata nella musica, nel teatro e nella conduzione radiofonica, ci racconta in queste pagine una vicenda intima e quotidiana che la accompagna fin dalla giovinezza: la presenza continua di un assente, il contatto con il suo “fantasma” che vive accanto a lei. C’è un dialogo costante, nei decenni, con chi non può più né sentire né rispondere (il padre, in questo caso): infatti, chiunque sia, occupa comunque un posto nella vita di chi ha dovuto dirgli addio; ogni giorno, l’assente è destinatario di pensieri e di parole. “La logica del dolore - scrive Anglana - ha leggi più complicate di quelle della biologia e della fisica”: una dopo l’altra, nell’intensità lirica della sua prosa che cede a volte il passo alla poesia, Saba cerca di comprendere la mancanza che nulla può colmare e accarezza le ferite che niente può curare: tutto è perduto, nulla potrà essere ritrovato, eppure...
Un libro preziosissimo, questo, non solo per chi abbia vissuto o stia vivendo il lutto, ma anche e soprattutto per coloro che si interroghino sul significato della provvisorietà di ogni presenza. “Ci sono domande bellissime”, scrive ancora Anglana, e ci conduce a scoprirle a passo di danza.
Un’artista eclettica come Saba Anglana, impegnata nella musica, nel teatro e nella conduzione radiofonica, ci racconta in queste pagine una vicenda intima e quotidiana che la accompagna fin dalla giovinezza: la presenza continua di un assente, il contatto con il suo “fantasma” che vive accanto a lei. C’è un dialogo costante, nei decenni, con chi non può più né sentire né rispondere (il padre, in questo caso): infatti, chiunque sia, occupa comunque un posto nella vita di chi ha dovuto dirgli addio; ogni giorno, l’assente è destinatario di pensieri e di parole. “La logica del dolore - scrive Anglana - ha leggi più complicate di quelle della biologia e della fisica”: una dopo l’altra, nell’intensità lirica della sua prosa che cede a volte il passo alla poesia, Saba cerca di comprendere la mancanza che nulla può colmare e accarezza le ferite che niente può curare: tutto è perduto, nulla potrà essere ritrovato, eppure...
Un libro preziosissimo, questo, non solo per chi abbia vissuto o stia vivendo il lutto, ma anche e soprattutto per coloro che si interroghino sul significato della provvisorietà di ogni presenza. “Ci sono domande bellissime”, scrive ancora Anglana, e ci conduce a scoprirle a passo di danza.
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