La montagna incantata
di Thomas Mann
Newton Compton Editori · 2025
Descrizione
Edizione integrale
“Erano circa le otto, e ancora era giorno. In lontananza comparve un lago dalle acque grigie, dalle sue rive boschi di abeti scuri si arrampicavano sui pendii circostanti, si diradavano in alto e infine svanivano, lasciando scoperta la roccia nuda e avvolta di nebbia. Il treno si fermò in una piccola stazione, quella di Davos Dorf, come apprese Hans Castorp sentendolo gridare fuori. Mancava poco all’arrivo.”
Un viaggio iniziato per caso si trasforma in un’esplorazione profonda del tempo, della malattia e dell’anima europea.
Un’opera immortale, il capolavoro assoluto di Thomas Mann.
Nel sanatorio Berghof di Davos, in Svizzera, la vita si mette in pausa e il tempo si dissolve. È in questo luogo, apparentemente lontano da tutto, che i pensieri e le curiosità intellettuali del giovane ingegnere Hans Castorp possono fiorire e prosperare senza limiti, anche grazie all’incontro con il variegato panorama umano costituito dagli altri ospiti della struttura: l’italiano Lodovico Settembrini, il gesuita Leo Naphta, la seducente Madame Chauchat e il cugino Joachim Ziemssen. Per Castorp, il soggiorno nel sanatorio diventa una vera e propria educazione spirituale, un’idea di futuro che passa attraverso la conoscenza della malattia e della morte, che lui fa appena in tempo a intuire, prima di essere nuovamente scaraventato nel vortice dell’esistenza – che per un giovane uomo, nell’Europa dei primi del Novecento, significa una cosa soltanto: la carneficina della Grande Guerra.
Thomas Mann
Nacque a Lubecca il 6 giugno 1875, in una delle più importanti famiglie di commercianti della città. Nel 1893 i Mann si trasferirono a Monaco, dove Thomas frequentò l’università e rimase fino al 1933, quando abbandonò la Germania nazista per rifugiarsi dapprima in Svizzera e poi negli Stati Uniti. Tra le sue numerose opere ricordiamo La montagna incantata, la tetralogia Giuseppe e i suoi fratelli, Carlotta a Weimar, I Buddenbrook, La morte a Venezia, Cane e padrone, Tristano, Tonio Kröger. Nel 1929 vinse il premio Nobel per la letteratura. Morì nel 1955.
“Erano circa le otto, e ancora era giorno. In lontananza comparve un lago dalle acque grigie, dalle sue rive boschi di abeti scuri si arrampicavano sui pendii circostanti, si diradavano in alto e infine svanivano, lasciando scoperta la roccia nuda e avvolta di nebbia. Il treno si fermò in una piccola stazione, quella di Davos Dorf, come apprese Hans Castorp sentendolo gridare fuori. Mancava poco all’arrivo.”
Un viaggio iniziato per caso si trasforma in un’esplorazione profonda del tempo, della malattia e dell’anima europea.
Un’opera immortale, il capolavoro assoluto di Thomas Mann.
Nel sanatorio Berghof di Davos, in Svizzera, la vita si mette in pausa e il tempo si dissolve. È in questo luogo, apparentemente lontano da tutto, che i pensieri e le curiosità intellettuali del giovane ingegnere Hans Castorp possono fiorire e prosperare senza limiti, anche grazie all’incontro con il variegato panorama umano costituito dagli altri ospiti della struttura: l’italiano Lodovico Settembrini, il gesuita Leo Naphta, la seducente Madame Chauchat e il cugino Joachim Ziemssen. Per Castorp, il soggiorno nel sanatorio diventa una vera e propria educazione spirituale, un’idea di futuro che passa attraverso la conoscenza della malattia e della morte, che lui fa appena in tempo a intuire, prima di essere nuovamente scaraventato nel vortice dell’esistenza – che per un giovane uomo, nell’Europa dei primi del Novecento, significa una cosa soltanto: la carneficina della Grande Guerra.
Thomas Mann
Nacque a Lubecca il 6 giugno 1875, in una delle più importanti famiglie di commercianti della città. Nel 1893 i Mann si trasferirono a Monaco, dove Thomas frequentò l’università e rimase fino al 1933, quando abbandonò la Germania nazista per rifugiarsi dapprima in Svizzera e poi negli Stati Uniti. Tra le sue numerose opere ricordiamo La montagna incantata, la tetralogia Giuseppe e i suoi fratelli, Carlotta a Weimar, I Buddenbrook, La morte a Venezia, Cane e padrone, Tristano, Tonio Kröger. Nel 1929 vinse il premio Nobel per la letteratura. Morì nel 1955.
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