Ecoscienza 3/2019
Arpae Emilia Romagna · 2019
Descrizione
In questo numero:
OBIETTIVO SOSTENIBILITÀ
L’Italia e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
Nel 2015, l’Onu ha adottato l’Agenda 2030, il programma di azione che fissa 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, con l’impegno, sottoscritto da 193 paesi del mondo, di “non lasciare indietro nessuno”. Eredi delle molteplici riflessioni sulla sostenibilità, i nuovi Sustainable development goals (Sdg) chiamano in causa tutti - governi, imprese, società civile, cittadini - per sconfiggere la povertà e la fame, garantire salute e benessere per tutti, contrastare il cambiamento climatico, proteggere l’ambiente e i mari ecc. Questi obiettivi sono diventati il quadro di riferimento universalmente riconosciuto per lo sviluppo sostenibile, un modello che deve necessariamente tenere insieme e integrare tutte le dimensioni (economica, sociale, ambientale, istituzionale) in un nuovo paradigma che superi l’attuale - insostenibile - sistema di produzione e consumo. Per valutare e indirizzare le scelte di sviluppo sono necessari studi scientifici, analisi interdisciplinari, strumenti di contabilità che possano essere adottati a ogni dimensione territoriale. In Italia sono molti gli enti e gli organismi impegnati in questa attività. Nel servizio i principali strumenti e alcune declinazioni a livello nazionale e regionale, con particolare attenzione per le tematiche ambientali che sottendono trasversalmente molti Obiettivi dell’Agenda 2030. Anche il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa) è direttamente impegnato a supporto dei decisori politici nell’ambito della promozione di politiche per il benessere e di riflessione approfondita sulle questioni della sostenibilità.
25 ANNI DALLA LEGGE 61/1994
L’evoluzione del controllo ambientale in italia, storia e prospettive
Dall’istituzione del ministero dell’Ambiente nel 1986, al referendum abrogativo del 1993 - che aprì la strada alla legge 61/1994 per delineare una nuova struttura di controllo e vigilanza ambientali che fossero riferimento locale, nazionale e internazionale con le Agenzie ambientali regionali e l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (Anpa, poi Apat, poi Ispra) - fino al riconoscimento istituzionale del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa) con la legge 132/2016, in queste pagine la storia e l’evoluzione del controllo ambientale nel nostro paese raccontate dai protagonisti. Una storia che ancora attende la scrittura di pagine importanti.
OBIETTIVO SOSTENIBILITÀ
L’Italia e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
Nel 2015, l’Onu ha adottato l’Agenda 2030, il programma di azione che fissa 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, con l’impegno, sottoscritto da 193 paesi del mondo, di “non lasciare indietro nessuno”. Eredi delle molteplici riflessioni sulla sostenibilità, i nuovi Sustainable development goals (Sdg) chiamano in causa tutti - governi, imprese, società civile, cittadini - per sconfiggere la povertà e la fame, garantire salute e benessere per tutti, contrastare il cambiamento climatico, proteggere l’ambiente e i mari ecc. Questi obiettivi sono diventati il quadro di riferimento universalmente riconosciuto per lo sviluppo sostenibile, un modello che deve necessariamente tenere insieme e integrare tutte le dimensioni (economica, sociale, ambientale, istituzionale) in un nuovo paradigma che superi l’attuale - insostenibile - sistema di produzione e consumo. Per valutare e indirizzare le scelte di sviluppo sono necessari studi scientifici, analisi interdisciplinari, strumenti di contabilità che possano essere adottati a ogni dimensione territoriale. In Italia sono molti gli enti e gli organismi impegnati in questa attività. Nel servizio i principali strumenti e alcune declinazioni a livello nazionale e regionale, con particolare attenzione per le tematiche ambientali che sottendono trasversalmente molti Obiettivi dell’Agenda 2030. Anche il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa) è direttamente impegnato a supporto dei decisori politici nell’ambito della promozione di politiche per il benessere e di riflessione approfondita sulle questioni della sostenibilità.
25 ANNI DALLA LEGGE 61/1994
L’evoluzione del controllo ambientale in italia, storia e prospettive
Dall’istituzione del ministero dell’Ambiente nel 1986, al referendum abrogativo del 1993 - che aprì la strada alla legge 61/1994 per delineare una nuova struttura di controllo e vigilanza ambientali che fossero riferimento locale, nazionale e internazionale con le Agenzie ambientali regionali e l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (Anpa, poi Apat, poi Ispra) - fino al riconoscimento istituzionale del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa) con la legge 132/2016, in queste pagine la storia e l’evoluzione del controllo ambientale nel nostro paese raccontate dai protagonisti. Una storia che ancora attende la scrittura di pagine importanti.
Informazioni editoriali
Informazioni editoriali
Tag
Tag
Recensioni dei clienti
Nessuna recensione disponibile. Sii il primo a recensire questo titolo.
Per scrivere una recensione devi effettuare l'accesso. Accedi al tuo account.
Potrebbe interessarti anche
Altri titoli che potrebbero piacerti
PDFAmbiente 2022
Erica Blasizza
€62.40
PDFEcoscienza 2/2017
Arpae Emilia-Romagna
Gratuito
E-bookEducazione civica, sviluppo sostenibile e l'agenda 2030 dell'Onu
Francesco Primerano
€1.99
E-bookAmbiente 2023
Erica Blasizza
€65.73
PDFEcoscienza 5/2017
Arpae Emilia-Romagna
Gratuito
E-bookTrattato breve di diritto dello sviluppo sostenibile
Angelo Buonfrate, Antonio Uricchio
€83.20