Di un uso singolare dello psicodramma: prospettive di un’esperienza

di Piero Feliciotti

Polimnia Digital Editions · 2025

Descrizione

Da oltre vent’anni, Piero Feliciotti si serve dello psicodramma analitico come strumento di formazione, applicandolo alla supervisione dei casi con operatori pubblici e psicoterapeuti. Una formazione che non mira ad acquisire una tecnica, ma ad un saperci fare col proprio inconscio e il proprio sintomo. Negli anni l’esperienza iniziale si è trasformata in un corso di tecnica del controllo, dove gli stessi allievi in formazione provano ad esercitare la funzione di controllori usando lo psicodramma. Lo psicodramma permette infatti di sperimentare che nessun mansionario e nessuna legge garantisce la posizione etica del terapeuta; mentre è solo a partire da una certa posizione etica singolare che si possono compiere atti analitici e ottenere certi effetti. Il saper fare della clinica lo si apprende nel controllo; ed è un apprendimento che non passa per la pedagogia del discorso del maître, sebbene non resti nell’ineffabile. Nella supervisione c’è un passaggio dal Soggetto supposto Saper leggere l’inconscio (l’analista supervisore) a Soggetto supposto Saper imparare a leggere l’inconscio: in questo c’è omologia con l’analisi.

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