Insegnare e apprendere - quaderni spaee 10
di Valeria Roscelli, Patrizia Martignoni
EDUCatt Università Cattolica · 2014
Descrizione
Questo lavoro si origina dall’esperienza quotidiana con i bambini, con quei bambini (ma forse tutti a saperli guardare!) che riescono a sovvertire le nostre certezze pedagogiche e ci offrono la possibilità di ripensare a modi diversi di stare nella relazione attraverso l’apprendimento.
Il nostro punto di partenza è stato quello di tradurre i contenuti specialistici in un contesto centrato sul bello, sulla cura del particolare, sul piacere estetico; lo sforzo è stato quello di rendere i contenuti nell’amore, un amore che si traduce nella ricerca dei materiali, della forma delle proposte.
Più le nostre proposte sono inserite nel gradevole e nell’accogliente, nelle persone e nell’ambiente, più riescono a far emergere con naturalezza e semplicità quello che il bambino ha in sé ed esprime o fatica a far emergere se bloccato da qualche ostacolo cognitivo, linguistico od emotivo ed esce attraverso canali poco consueti e poco accettati socialmente. Il capriccio, il comportamento disfunzionale, come lo chiamiamo in gergo tecnico, è solo un limite alla relazione o può diventare un’occasione per trovare un altro modo per entrare in rapporto con il bambino? La deviazione dalla norma, da quanto previsto e aspettato, può essere, se si è nell’amore totale e incondizionato, il trampolino che attiva le nostre risorse alla ricerca di una strada comune, di un percorso formativo che coinvolge in maniera attiva adulto e bambino.
Abbiamo provato a mettere tracce sul foglio dell’esperienza ventennale nell’educazione e nella riabilitazione per poterla condividere con chi ha scelto, come noi di accettare la sfida educativa e attivare un percorso di ricerca.
Nel lavoro con il disagio il nostro stile è stato quello di generalizzare le proposte mirate in un lavoro con il gruppo-classe, ritenendo che non esistesse bambino che non avesse il diritto di essere accolto, ascoltato, attivato e rispettato nella sua integrità. I bambini che abbiamo incontrato nel nostro cammino, senza alcuna eccezione, hanno accettato la sfida che noi abbiamo posto e mostrato di saper gustare e ricercare il bello, la calma, la solarità, la serenità; ci hanno confermato che i bambini amano ciò che è segno d’amore e di attenzione.
Tratto dalla Premessa delle Autrici
Il nostro punto di partenza è stato quello di tradurre i contenuti specialistici in un contesto centrato sul bello, sulla cura del particolare, sul piacere estetico; lo sforzo è stato quello di rendere i contenuti nell’amore, un amore che si traduce nella ricerca dei materiali, della forma delle proposte.
Più le nostre proposte sono inserite nel gradevole e nell’accogliente, nelle persone e nell’ambiente, più riescono a far emergere con naturalezza e semplicità quello che il bambino ha in sé ed esprime o fatica a far emergere se bloccato da qualche ostacolo cognitivo, linguistico od emotivo ed esce attraverso canali poco consueti e poco accettati socialmente. Il capriccio, il comportamento disfunzionale, come lo chiamiamo in gergo tecnico, è solo un limite alla relazione o può diventare un’occasione per trovare un altro modo per entrare in rapporto con il bambino? La deviazione dalla norma, da quanto previsto e aspettato, può essere, se si è nell’amore totale e incondizionato, il trampolino che attiva le nostre risorse alla ricerca di una strada comune, di un percorso formativo che coinvolge in maniera attiva adulto e bambino.
Abbiamo provato a mettere tracce sul foglio dell’esperienza ventennale nell’educazione e nella riabilitazione per poterla condividere con chi ha scelto, come noi di accettare la sfida educativa e attivare un percorso di ricerca.
Nel lavoro con il disagio il nostro stile è stato quello di generalizzare le proposte mirate in un lavoro con il gruppo-classe, ritenendo che non esistesse bambino che non avesse il diritto di essere accolto, ascoltato, attivato e rispettato nella sua integrità. I bambini che abbiamo incontrato nel nostro cammino, senza alcuna eccezione, hanno accettato la sfida che noi abbiamo posto e mostrato di saper gustare e ricercare il bello, la calma, la solarità, la serenità; ci hanno confermato che i bambini amano ciò che è segno d’amore e di attenzione.
Tratto dalla Premessa delle Autrici
Informazioni editoriali
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