L'In-Contro Scuola Famiglia
di Luca Di Leva
Cavinato · 2021
Descrizione
Un libro che oltre a raccontare le esperienze di vita personali dell’autore, ripercorre fedelmente l’itinerario storico legato al modo di educare delle famiglie del passato, fino a quelle dei tempi nostri e all’istruzione scolastica di ieri e di oggi. In entrambi i contesti, era raro utilizzare i richiami verbali, ma sovente ricorrere alla violenza fisica.
Lo scrittore è un semplice cittadino nato e cresciuto in una modesta famiglia, il quale, dopo aver provato sulla propria pelle la fatica fisica del lavoro privato, come operaio, si trasferisce lontano dai suoi cari, per cercare altrove un’occupazione, ritrovandosi improvvisamente nel pubblico impiego a ricoprire l’incarico di docente di Informatica nella scuola superiore, seppur da precario. Il precariato è la condizione lavorativa che non dà garanzie di continuità a quelle persone che, secondo la più classica soverchieria dell’uso e getta, vengono licenziate al termine dell’anno scolastico, per essere, forse, assunte nuovamente all’inizio di quello successivo.
Lungi dal pensare che l’autore, da sempre dalla parte dei giovani, voglia imporre i suoi discorsi e i suoi modi di pensare come giusti e corretti, non intende obbligare il lettore ad essere pienamente d’accordo con lui, infatti, a tal fine, al suo racconto affianca la tecnica dell’intervista ad altre persone per far conoscere il loro punto di vista e le loro considerazioni, cercando anche di soddisfare il lettore che, se non con lui, dovrebbe riconoscersi quanto meno nelle risposte date dagli altri.
Lo scrittore è un semplice cittadino nato e cresciuto in una modesta famiglia, il quale, dopo aver provato sulla propria pelle la fatica fisica del lavoro privato, come operaio, si trasferisce lontano dai suoi cari, per cercare altrove un’occupazione, ritrovandosi improvvisamente nel pubblico impiego a ricoprire l’incarico di docente di Informatica nella scuola superiore, seppur da precario. Il precariato è la condizione lavorativa che non dà garanzie di continuità a quelle persone che, secondo la più classica soverchieria dell’uso e getta, vengono licenziate al termine dell’anno scolastico, per essere, forse, assunte nuovamente all’inizio di quello successivo.
Lungi dal pensare che l’autore, da sempre dalla parte dei giovani, voglia imporre i suoi discorsi e i suoi modi di pensare come giusti e corretti, non intende obbligare il lettore ad essere pienamente d’accordo con lui, infatti, a tal fine, al suo racconto affianca la tecnica dell’intervista ad altre persone per far conoscere il loro punto di vista e le loro considerazioni, cercando anche di soddisfare il lettore che, se non con lui, dovrebbe riconoscersi quanto meno nelle risposte date dagli altri.
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