La Sua Amante
Borelli Editore · 2015
Descrizione
Mary Joy Magnani
La Sua Amante
All’uomo che mi ha donato le emozioni
Nella stanza da letto c’è poca luce, proprio come piace a te e noi siamo qui da ore, abbandonati l’uno al racconto dell’altro, l’uno fra le braccia dell’altro. In giro per la stanza ci sono gli oggetti di ... Senza occhiali io non li vedo ed è come se nemmeno tu li vedessi.
A pochi passi da noi c’è il tavolinetto in noce scuro, che lancia un’ombra lunga contro il muro alla tua sinistra. Un po’ ovunque ci sono i nostri vestiti. I cappotti, le sciarpe e i telefoni li abbiamo lasciati di sotto, assieme allo stereo dal quale escono le note della musica che tu ami, una malinconica chitarra spagnola che ripete senza sosta le solite tre note.
Le mie scarpe col tacco altissimo sono solitarie sulla scala di legno che porta alla camera da letto, sul ballatoio. Ti guardo solo quando so che non mi stai guardando. Vorrei dirti quello che provo, la mia emozione, il mio amore e invece mi volto a pancia in giù e nascondo il viso fra l’incavo del tuo collo.
Tu segui il mio spostamento con le mani e io sento che sei con me. La tua mano destra, quella più vicina al mio corpo, rimane dove è sempre stata negli ultimi minuti, ben salda sul mio pelo, mentre l’altra, la sinistra, inizia ad accarezzarmi la schiena, in un massaggio caldo e familiare. Ancora non mi hai risposto e io incalzo curiosa “allora, che cosa ti piace?”. Sento i nervi del tuo collo muoversi e so che stai per articolare il pensiero, so che fra poco sentirò le tue parole e anche che probabilmente mi lascerò affascinare e corrompere dal tuo racconto. Infatti con un filo di voce, per non disturbare la musica e questo momento, mi dici “mi piace l’odore dell’aceto. Da impazzire.
Mi piacciono le lucciole. Mi piace vedere i bambini che escono fuori e che si mettono a rincorrerle allegri con traiettorie improbabili, vociando felici.
Mi piacciono le sere d’estate, quando mi siedo qui fuori a fumare e guardo il tuo mare dall’alto, e penso i tuoi occhi e i tuoi contorni. Penso il tuo corpo. Penso la possessione del tuo corpo. Lo vedo di fronte a me e mi manca, mi manca, da impazzire.
e-book borelli editore
La Sua Amante
All’uomo che mi ha donato le emozioni
Nella stanza da letto c’è poca luce, proprio come piace a te e noi siamo qui da ore, abbandonati l’uno al racconto dell’altro, l’uno fra le braccia dell’altro. In giro per la stanza ci sono gli oggetti di ... Senza occhiali io non li vedo ed è come se nemmeno tu li vedessi.
A pochi passi da noi c’è il tavolinetto in noce scuro, che lancia un’ombra lunga contro il muro alla tua sinistra. Un po’ ovunque ci sono i nostri vestiti. I cappotti, le sciarpe e i telefoni li abbiamo lasciati di sotto, assieme allo stereo dal quale escono le note della musica che tu ami, una malinconica chitarra spagnola che ripete senza sosta le solite tre note.
Le mie scarpe col tacco altissimo sono solitarie sulla scala di legno che porta alla camera da letto, sul ballatoio. Ti guardo solo quando so che non mi stai guardando. Vorrei dirti quello che provo, la mia emozione, il mio amore e invece mi volto a pancia in giù e nascondo il viso fra l’incavo del tuo collo.
Tu segui il mio spostamento con le mani e io sento che sei con me. La tua mano destra, quella più vicina al mio corpo, rimane dove è sempre stata negli ultimi minuti, ben salda sul mio pelo, mentre l’altra, la sinistra, inizia ad accarezzarmi la schiena, in un massaggio caldo e familiare. Ancora non mi hai risposto e io incalzo curiosa “allora, che cosa ti piace?”. Sento i nervi del tuo collo muoversi e so che stai per articolare il pensiero, so che fra poco sentirò le tue parole e anche che probabilmente mi lascerò affascinare e corrompere dal tuo racconto. Infatti con un filo di voce, per non disturbare la musica e questo momento, mi dici “mi piace l’odore dell’aceto. Da impazzire.
Mi piacciono le lucciole. Mi piace vedere i bambini che escono fuori e che si mettono a rincorrerle allegri con traiettorie improbabili, vociando felici.
Mi piacciono le sere d’estate, quando mi siedo qui fuori a fumare e guardo il tuo mare dall’alto, e penso i tuoi occhi e i tuoi contorni. Penso il tuo corpo. Penso la possessione del tuo corpo. Lo vedo di fronte a me e mi manca, mi manca, da impazzire.
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