1982 Estate di sangue
Giraldi Editore · 2017
Descrizione
Roma, luglio 1982: due ex detenuti di lungo corso escono da Regina Coeli e vanno in giro per l’Italia a bordo di una camionetta della polizia lasciandosi dietro lunghe scie di sangue. Rapine cruente, omicidi e crimini efferati. Lo scenario crepuscolare degli anni di piombo sullo sfondo, la Banda della Magliana, poliziotti corrotti, cronache nere e trame rosso-sangue.
Estate di sangue: la storia di una vendetta. La storia di un amore negato. La storia di tante storie, intrecciate in un’iperbole al vetriolo di spietata realtà. Un ritmo incessante pieno di colpi a effetto, suggellato da un rocambolesco finale al cardiopalma.
Una storia di sangue. Un’estate di sangue.
«Il treno lasciò la stazione di Bologna. I suoi pensieri tornarono a Cicalino, seppellito a due passi da lì, in mezzo alle campagne. Gli tornarono in mente le sue ultime parole prima che gli ficcasse quattro pallottole in corpo: “Fratello mio, la vita è un viaggio strano. E non sai mai come va a finire”. Beh, aveva ragione. Cicalino, pace all'anima sua. Non c’era più spazio per nessun sentimento.
Le forze lo stavano abbandonando. La stanchezza e l’effetto delle amfetamine erano scese in picchiata tutte d’un colpo.
Calò il sipario: Cicoria sprofondò sul sedile e crollò in un sonno profondo senza sogni.
La vita è un viaggio strano. E non sai mai come va a finire fino all'ultimo».
Estate di sangue: la storia di una vendetta. La storia di un amore negato. La storia di tante storie, intrecciate in un’iperbole al vetriolo di spietata realtà. Un ritmo incessante pieno di colpi a effetto, suggellato da un rocambolesco finale al cardiopalma.
Una storia di sangue. Un’estate di sangue.
«Il treno lasciò la stazione di Bologna. I suoi pensieri tornarono a Cicalino, seppellito a due passi da lì, in mezzo alle campagne. Gli tornarono in mente le sue ultime parole prima che gli ficcasse quattro pallottole in corpo: “Fratello mio, la vita è un viaggio strano. E non sai mai come va a finire”. Beh, aveva ragione. Cicalino, pace all'anima sua. Non c’era più spazio per nessun sentimento.
Le forze lo stavano abbandonando. La stanchezza e l’effetto delle amfetamine erano scese in picchiata tutte d’un colpo.
Calò il sipario: Cicoria sprofondò sul sedile e crollò in un sonno profondo senza sogni.
La vita è un viaggio strano. E non sai mai come va a finire fino all'ultimo».
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