9788824990905
Booksprint · 2023
Descrizione
Consigliato ad un pubblico 16+
Sei davanti allo specchio. Ti riconosci? L’immagine riflessa, sei proprio tu? Qualche dubbio sull’autenticità, io, ce l’avrei. Sarebbe quindi opportuno dare “uno sguardo allo specchio”. Questo è ciò che fa il protagonista di questo racconto nelle sue ultime settimane di vita. E se si pensa che si tratta di Sigmund Freud la cosa diventa ancor più intrigante. Alla sua veneranda età, egli, gongolante, continua a lavorare con decoro e professionalità, benintenzionato ad aiutare i suoi pazienti che risultano, però, essere abbastanza inquietanti. La cosa tragica è che muoiono uno alla volta. Inoltre, c’è un misterioso “clandestino” che si rivelerà avere a che fare con la sua sorte. Pur riconoscendone la grandezza, Sigmund Freud è una persona come tante, con le sue inquietudini, i suoi vizi e le sue manie. E la paura della paura della morte. Le debolezze appartengono a ciascuno di noi. Ed esserne consci, aiuta ad accettare sé stessi esattamente come si è. Forse. E accettare di riportare l’equilibrio dopo averlo perso, pronti per un prossimo disequilibrio. Sperabile. Comunque sia, Freud avrebbe avuto proprio bisogno di un buono psicologo.
Sei davanti allo specchio. Ti riconosci? L’immagine riflessa, sei proprio tu? Qualche dubbio sull’autenticità, io, ce l’avrei. Sarebbe quindi opportuno dare “uno sguardo allo specchio”. Questo è ciò che fa il protagonista di questo racconto nelle sue ultime settimane di vita. E se si pensa che si tratta di Sigmund Freud la cosa diventa ancor più intrigante. Alla sua veneranda età, egli, gongolante, continua a lavorare con decoro e professionalità, benintenzionato ad aiutare i suoi pazienti che risultano, però, essere abbastanza inquietanti. La cosa tragica è che muoiono uno alla volta. Inoltre, c’è un misterioso “clandestino” che si rivelerà avere a che fare con la sua sorte. Pur riconoscendone la grandezza, Sigmund Freud è una persona come tante, con le sue inquietudini, i suoi vizi e le sue manie. E la paura della paura della morte. Le debolezze appartengono a ciascuno di noi. Ed esserne consci, aiuta ad accettare sé stessi esattamente come si è. Forse. E accettare di riportare l’equilibrio dopo averlo perso, pronti per un prossimo disequilibrio. Sperabile. Comunque sia, Freud avrebbe avuto proprio bisogno di un buono psicologo.
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