Echi dalla vecchia aia
Passerino · 2025
Descrizione
In Echi dalla vecchia aia, Cristiano Benci restituisce voce e anima a quegli attrezzi agricoli dismessi che giacciono nel silenzio di una vecchia aia. Un aratro, un forcone, una falce: strumenti consumati dall’uso, “un tempo sfavillanti”, oggi silenziosi custodi di storie e gesti contadini. L’autore non si limita a un’operazione di archeologia emotiva: li “sprona”, li sollecita a salire di nuovo sul palcoscenico, a condividere la loro esperienza con i giovani. È un gesto di rigenerazione, un atto di resistenza contro l’oblio.
Con sensibilità evocativa, Benci intreccia arte e comunità: far parlare arnesi inanimati si trasforma in un atto di cura dei legami tra generazioni. È come se quegli oggetti, portatori di saggezza e fatica, offrissero una lente per guardare al passato con occhi nuovi. “Trasmetterete la vostra conoscenza… ai più giovani”, scrive l’autore . La vecchia aia diventa teatro di una memoria viva, capace di nutrire le radici culturali senza fossilizzarle.
La nostalgia qui non è rimpianto fine a sé stesso, ma leva creativa: alimenta desiderio di ripresa, dialogo tra ieri e domani, spinge all’azione. Anziché contemplare un passato irreversibile, Benci invita a un presente che ascolti e rigeneri. Questo atteggiamento fa assumere all’opera una valenza quasi pedagogica: valorizzare la cultura materiale contadina, renderla attuale, capace di ispirare coesione e progettualità. Il richiamo alla responsabilità collettiva è chiaro e limpido. Non si tratta solo di conservazione, ma di partecipazione attiva: piccoli “mattoni” costruiscono un palcoscenico di senso, estetico e sociale. Una prospettiva che valorizza la resilienza della memoria e la potenza rigenerativa del lavoro artigiano.
Cristiano Benci, ribattezzato “ Cri Cri” nasce il 28-luglio-1975 a Grosseto. Vive in una villetta sita nella campagna maremmana, nel comune di Campagnatico. Si è diplomato geometra durante l’anno scolastico1995/1996, presso l’istituto tecnico per geometri “Alessandro Manetti” di Grosseto. Arruolato nel 12° scaglione dell’anno 1996 ha svolto il servizio militare presso il 2° CE.RI.MOT di Lenta, un centro di rifornimento e motorizzazione, sperso tra i boschi e le risaie del Vercellese. Durante la sessione 2000 ha superato l’esame per l’abilitazione di geometra.
Ha due figlie, Anastasia e Melissa, la prima nata nel 2000 e la seconda nata nel 2012.
Con sensibilità evocativa, Benci intreccia arte e comunità: far parlare arnesi inanimati si trasforma in un atto di cura dei legami tra generazioni. È come se quegli oggetti, portatori di saggezza e fatica, offrissero una lente per guardare al passato con occhi nuovi. “Trasmetterete la vostra conoscenza… ai più giovani”, scrive l’autore . La vecchia aia diventa teatro di una memoria viva, capace di nutrire le radici culturali senza fossilizzarle.
La nostalgia qui non è rimpianto fine a sé stesso, ma leva creativa: alimenta desiderio di ripresa, dialogo tra ieri e domani, spinge all’azione. Anziché contemplare un passato irreversibile, Benci invita a un presente che ascolti e rigeneri. Questo atteggiamento fa assumere all’opera una valenza quasi pedagogica: valorizzare la cultura materiale contadina, renderla attuale, capace di ispirare coesione e progettualità. Il richiamo alla responsabilità collettiva è chiaro e limpido. Non si tratta solo di conservazione, ma di partecipazione attiva: piccoli “mattoni” costruiscono un palcoscenico di senso, estetico e sociale. Una prospettiva che valorizza la resilienza della memoria e la potenza rigenerativa del lavoro artigiano.
Cristiano Benci, ribattezzato “ Cri Cri” nasce il 28-luglio-1975 a Grosseto. Vive in una villetta sita nella campagna maremmana, nel comune di Campagnatico. Si è diplomato geometra durante l’anno scolastico1995/1996, presso l’istituto tecnico per geometri “Alessandro Manetti” di Grosseto. Arruolato nel 12° scaglione dell’anno 1996 ha svolto il servizio militare presso il 2° CE.RI.MOT di Lenta, un centro di rifornimento e motorizzazione, sperso tra i boschi e le risaie del Vercellese. Durante la sessione 2000 ha superato l’esame per l’abilitazione di geometra.
Ha due figlie, Anastasia e Melissa, la prima nata nel 2000 e la seconda nata nel 2012.
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