Gli Zelmenyani - Una saga ebraica dagli zar al comunismo
Fermento · 2026
Descrizione
► UNA GRANDE SAGA EBRAICA FINALMENTE IN UNA NUOVA TRADUZIONE CONTEMPORANEA – La voce ironica, grottesca e sorprendentemente moderna di Moyshe Kulbak viene restituita in una prosa naturale e vicina al lettore di oggi, preservando il ritmo, l'umorismo e la particolare mescolanza di tenerezza e ferocia dell'originale.
► UNA FAMIGLIA, UN CORTILE, UN INTERO MONDO CHE CAMBIA – Dalla vita ebraica sotto gli zar alla rivoluzione, dal matrimonio religioso allo ZAGS, dalla lampada a petrolio all'elettricità, dalla preghiera alla radio di Mosca: la grande storia entra nella quotidianità degli Zelmenyani e modifica tutto senza riuscire mai a cancellare completamente ciò che esisteva prima.
► UN ROMANZO PER CHI HA AMATO LE GRANDI SAGHE FAMILIARI EBRAICHE – Ma con una differenza decisiva: qui la famiglia non attraversa semplicemente la storia. La mastica, la deforma, la prende in giro e la trasforma in qualcosa di proprio.
Tutto comincia nel cortile di Reb Zelmele. Un vecchio muro, case, stalle, cantine, soffitte e abbastanza figli, nipoti, nuore e generi da formare quasi un popolo. Gli Zelmenyani hanno fronti larghe, nasi carnosi, spalle robuste, un loro modo di tacere e perfino un odore che permette di riconoscerli. Reb Zelmele muore, ma il mondo che ha costruito sembra destinato a riprodursi all'infinito. Poi arriva il Novecento.
I figli tornano dalla guerra. I giovani diventano pionieri e comunisti. Le donne imparano a leggere. Nel cortile compaiono fili elettrici. Una strana scatola comincia a trasmettere voci da Mosca. Il cinema mostra mari, ghiacci e orsi bianchi a uomini che hanno trascorso quasi tutta la propria vita nello stesso quartiere. E un bambino che per suo nonno avrebbe dovuto chiamarsi Zelmele riceve invece un nome nuovo: Marat.
A ogni innovazione gli anziani credono che il mondo stia per finire. E ogni volta, poco dopo, trovano un modo per continuare a viverci. È questa la forza straordinaria di Gli Zelmenyani. Moyshe Kulbak racconta il passaggio dall'impero zarista alla società sovietica non attraverso i grandi uomini della storia, ma attraverso una famiglia che deve decidere se una lampadina sia compatibile con il buon senso, se un matrimonio civile sia davvero un matrimonio, se un vecchio possa diventare bolscevico e se una radio capace di catturare un violoncello da Mosca rappresenti un miracolo o soltanto un'altra seccatura moderna.
Questa nuova edizione Fermento restituisce Gli Zelmenyani – Una saga ebraica dagli zar al comunismo in italiano contemporaneo capace di fare emergere ciò che rende Kulbak così originale: la velocità della narrazione, il grottesco e il continuo cortocircuito fra il linguaggio millenario della tradizione e quello nuovissimo della rivoluzione. Non soltanto la storia di una famiglia ebraica, ma il racconto di ciò che accade quando un'intera epoca entra in casa senza bussare.
I tre motivi per leggerlo oggi con Fermento
► PERCHÉ RACCONTA LA STORIA ATTRAVERSO LE PERSONE CHE DEVONO DAVVERO VIVERLA – Rivoluzione, comunismo e modernizzazione smettono di essere concetti astratti e diventano matrimonio, lavoro, scuola, nomi dei figli, fili elettrici, funerali e discussioni intorno a un tavolo.
► PERCHÉ LA NUOVA TRADUZIONE CONTEMPORANEA RESTITUISCE TUTTA LA FORZA COMICA DI KULBAK – Una lingua più naturale permette di percepire meglio il ritmo delle battute, le assurdità familiari, gli improvvisi passaggi lirici e quella particolare ironia yiddish capace di far convivere affetto e ferocia nella stessa frase.
► PERCHÉ È UNA SAGA SULLA DOMANDA CHE OGNI FAMIGLIA PRIMA O POI DEVE AFFRONTARE – Quanto possiamo cambiare prima di smettere di essere quelli che eravamo? Gli Zelmenyani cambiano religione, politica, tecnologia, città e abitudini. Eppure, ostinatamente, continuano a essere Zelmenyani.
► UNA FAMIGLIA, UN CORTILE, UN INTERO MONDO CHE CAMBIA – Dalla vita ebraica sotto gli zar alla rivoluzione, dal matrimonio religioso allo ZAGS, dalla lampada a petrolio all'elettricità, dalla preghiera alla radio di Mosca: la grande storia entra nella quotidianità degli Zelmenyani e modifica tutto senza riuscire mai a cancellare completamente ciò che esisteva prima.
► UN ROMANZO PER CHI HA AMATO LE GRANDI SAGHE FAMILIARI EBRAICHE – Ma con una differenza decisiva: qui la famiglia non attraversa semplicemente la storia. La mastica, la deforma, la prende in giro e la trasforma in qualcosa di proprio.
Tutto comincia nel cortile di Reb Zelmele. Un vecchio muro, case, stalle, cantine, soffitte e abbastanza figli, nipoti, nuore e generi da formare quasi un popolo. Gli Zelmenyani hanno fronti larghe, nasi carnosi, spalle robuste, un loro modo di tacere e perfino un odore che permette di riconoscerli. Reb Zelmele muore, ma il mondo che ha costruito sembra destinato a riprodursi all'infinito. Poi arriva il Novecento.
I figli tornano dalla guerra. I giovani diventano pionieri e comunisti. Le donne imparano a leggere. Nel cortile compaiono fili elettrici. Una strana scatola comincia a trasmettere voci da Mosca. Il cinema mostra mari, ghiacci e orsi bianchi a uomini che hanno trascorso quasi tutta la propria vita nello stesso quartiere. E un bambino che per suo nonno avrebbe dovuto chiamarsi Zelmele riceve invece un nome nuovo: Marat.
A ogni innovazione gli anziani credono che il mondo stia per finire. E ogni volta, poco dopo, trovano un modo per continuare a viverci. È questa la forza straordinaria di Gli Zelmenyani. Moyshe Kulbak racconta il passaggio dall'impero zarista alla società sovietica non attraverso i grandi uomini della storia, ma attraverso una famiglia che deve decidere se una lampadina sia compatibile con il buon senso, se un matrimonio civile sia davvero un matrimonio, se un vecchio possa diventare bolscevico e se una radio capace di catturare un violoncello da Mosca rappresenti un miracolo o soltanto un'altra seccatura moderna.
Questa nuova edizione Fermento restituisce Gli Zelmenyani – Una saga ebraica dagli zar al comunismo in italiano contemporaneo capace di fare emergere ciò che rende Kulbak così originale: la velocità della narrazione, il grottesco e il continuo cortocircuito fra il linguaggio millenario della tradizione e quello nuovissimo della rivoluzione. Non soltanto la storia di una famiglia ebraica, ma il racconto di ciò che accade quando un'intera epoca entra in casa senza bussare.
I tre motivi per leggerlo oggi con Fermento
► PERCHÉ RACCONTA LA STORIA ATTRAVERSO LE PERSONE CHE DEVONO DAVVERO VIVERLA – Rivoluzione, comunismo e modernizzazione smettono di essere concetti astratti e diventano matrimonio, lavoro, scuola, nomi dei figli, fili elettrici, funerali e discussioni intorno a un tavolo.
► PERCHÉ LA NUOVA TRADUZIONE CONTEMPORANEA RESTITUISCE TUTTA LA FORZA COMICA DI KULBAK – Una lingua più naturale permette di percepire meglio il ritmo delle battute, le assurdità familiari, gli improvvisi passaggi lirici e quella particolare ironia yiddish capace di far convivere affetto e ferocia nella stessa frase.
► PERCHÉ È UNA SAGA SULLA DOMANDA CHE OGNI FAMIGLIA PRIMA O POI DEVE AFFRONTARE – Quanto possiamo cambiare prima di smettere di essere quelli che eravamo? Gli Zelmenyani cambiano religione, politica, tecnologia, città e abitudini. Eppure, ostinatamente, continuano a essere Zelmenyani.
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