Il giorno che non c'è
Officine Editoriali · 2014
Descrizione
Francy, 35 anni e nessun legame all’attivo. Nessun rapporto è mai stato facile per lei. Neppure quello con Baloo, all’inizio. Era stata la madre, in uno dei suoi rari gesti di affetto, a presentarsi alla porta con Baloo, un bellissimo esemplare di beagle. Per lei cane era sempre stato beagle.
Per educare Baloo, si affida a Marta, educatrice cinofila. E per un attimo, Francy pensa che con Marta si possa stabilire un legame d’amicizia. La stessa Marta, un giorno, la invita a un dog trekking con alcuni altri proprietari di cani e Francy accetta, nonostante la sua proverbiale ritrosia. In fondo deve solo camminare, e quello lo sa fare. L’ha fatto tutto quell’anno, insieme a Baloo. Da quando Lui, il suo Lui se n’è andato lasciandola a riflettere sulle sue inadeguatezze.
Quel giorno, tra gli altri, conosce i componenti di una famiglia “allargata”: Ginevra, Giovanni, Alberto, Luca. Si riveleranno come il sole che compare all’improvviso, dopo una lunga galleria che ti abitua al buio, al grigio. In quel bosco, che le sembra un utero, Francy sta per nascere di nuovo, ed è certa che c’è ancora qualcosa che può vivere. Qualcosa che riguardi lei, solo lei. Anche se cerca di evitare Ginevra.
Per educare Baloo, si affida a Marta, educatrice cinofila. E per un attimo, Francy pensa che con Marta si possa stabilire un legame d’amicizia. La stessa Marta, un giorno, la invita a un dog trekking con alcuni altri proprietari di cani e Francy accetta, nonostante la sua proverbiale ritrosia. In fondo deve solo camminare, e quello lo sa fare. L’ha fatto tutto quell’anno, insieme a Baloo. Da quando Lui, il suo Lui se n’è andato lasciandola a riflettere sulle sue inadeguatezze.
Quel giorno, tra gli altri, conosce i componenti di una famiglia “allargata”: Ginevra, Giovanni, Alberto, Luca. Si riveleranno come il sole che compare all’improvviso, dopo una lunga galleria che ti abitua al buio, al grigio. In quel bosco, che le sembra un utero, Francy sta per nascere di nuovo, ed è certa che c’è ancora qualcosa che può vivere. Qualcosa che riguardi lei, solo lei. Anche se cerca di evitare Ginevra.
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