La nostra Marcinelle
Martina Buccione · 2018
Descrizione
Ci sono volute tre generazioni, sessant'anni, per elaborare il dolore di un lutto così grande come quello legato alla “catastrofe” dell'8 agosto 1956, in cui persero la vita 262 minatori, 136 dei quali italiani.
Santina, Pia, Lucia hanno coraggiosamente rotto il silenzio serbato in questi lunghi anni, facendo rivivere, con la loro testimonianza, il mondo di una volta, denso di valori semplici ed essenziali, che accompagnava il lavoro in miniera degli emigrati.
Il racconto corale tracciato dalle tre donne ripercorre i momenti della vita quotidiana nella comunità abruzzese inserita nel contesto belga nel decennio 1946-1956, evocando luoghi, persone, attività, giochi, canzoni, sapori, colori, sogni, paure degli italiani di Marcinelle. Le loro voci “al femminile” offrono uno straordinario trait d'union tra la dimensione individuale e quella collettiva della memoria.
Due viaggi in Belgio, incontri indelebili, ricerche negli archivi del Bois du Cazier e negli altri siti minerari patrimonio dell’UNESCO fanno da cornice ad un’intervista emozionante, che vuole essere non solo un omaggio a sessant’anni dalla tragedia, ma un tentativo di riproporre, con inevitabile carica di denuncia, commozione, sofferenza ed orgoglio, le lacerazioni lasciate da Marcinelle.
Santina, Pia, Lucia hanno coraggiosamente rotto il silenzio serbato in questi lunghi anni, facendo rivivere, con la loro testimonianza, il mondo di una volta, denso di valori semplici ed essenziali, che accompagnava il lavoro in miniera degli emigrati.
Il racconto corale tracciato dalle tre donne ripercorre i momenti della vita quotidiana nella comunità abruzzese inserita nel contesto belga nel decennio 1946-1956, evocando luoghi, persone, attività, giochi, canzoni, sapori, colori, sogni, paure degli italiani di Marcinelle. Le loro voci “al femminile” offrono uno straordinario trait d'union tra la dimensione individuale e quella collettiva della memoria.
Due viaggi in Belgio, incontri indelebili, ricerche negli archivi del Bois du Cazier e negli altri siti minerari patrimonio dell’UNESCO fanno da cornice ad un’intervista emozionante, che vuole essere non solo un omaggio a sessant’anni dalla tragedia, ma un tentativo di riproporre, con inevitabile carica di denuncia, commozione, sofferenza ed orgoglio, le lacerazioni lasciate da Marcinelle.
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