Le appartenenze surrogabili.

di Davide Fiore

Animae Dimidium Meae · 2015

Descrizione

«Elena è una donna di quarant’anni. Ad un anno esatto dalla fine della sua relazione torna a Napoli per raccogliere i frammenti del suo malessere, di un’incompiutezza che non le consente di provare nuove emozioni. Riprende la vita da dove l’aveva fatta fermare, in occasione della prima al San Carlo. Nello spostamento a sud lei comprende come vi sia un’umanità intenta a delegare ai luoghi i propri destini, o a dei riti, o a delle immagini, che sono memoria di una vicenda vissuta. 

Elena incarna un universo di donne dei primi anni del millennio. I valori tradizionali nei quali sono cresciute non appartengono più a loro, ed esse sono pronte ad incarnare un modello femminile autonomo e pronto ad autodeterminarsi, che si inventa nuovamente per superare un passato come nei sogni di bambina. 
Nelle vicende degli altri che diventano nostre, di famiglie non convenzionali e affetti non vissuti pienamente c’è una nuova idea di società, la ricerca della libertà di amare e di donare senza seguire il corso precedente. 

L'assenza di una coppia significherà dover rinunciare al proprio desiderio di genitorialità?

Da uno scollamento generazionale sono pronti a nascere i figli del nuovo mondo.»

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