Mi chiamava Nanà
Edizioni Esordienti E-book · 2012
Descrizione
Anni Settanta del XX secolo. Una giovane donna riprende coscienza in una clinica psichiatrica milanese. Ignora il suo nome, non ricorda nulla del suo passato, nessuno la viene a cercare. Intanto, è affidata alle cure di una materna infermiera, Marina, ed è in balia delle attenzioni lubriche di un altro infermiere, Armando. Da Marina, la giovane viene a sapere di essere stata accompagnata in clinica da un uomo – probabilmente suo marito – e che, a sentire dall’accento, lei è una ragazza del Sud. Nell’oscura prigione del suo subconscio, la giovane donna ha collocato un amore assoluto e tenace per un uomo che è la sua ragione di vita, ma anche la ragione della sua sofferenza e della sua tragica pazzia, tra luci, ombre, attese. Un uomo che la chiamava Nanà.
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