Racconti alla nutria
AA2 · 2019
Descrizione
Una volta al mese, almeno, mi reco a Torino. È la mia medicina, il luogo sacro in cui dissipare ire e tensioni. Non so se l'antica capitale sabauda sia realmente magica. Poco importa, per me lo è, e mi basta.
Nel peregrinare per le strade, spesso mi avventuro sul Lungo Po.
Durante una confortante passeggiata, allietata da un tenero sole primaverile, l'ho incontrata. Di piccole dimensioni, il corpo tozzo, goffi movimenti e incisivi larghi, da paura. Adorabile. Mi ha subito ispirato fiducia e grande simpatia. Le ho sorriso e, l'ho letto nel suo sguardo, subito ha ricambiato il sentimento.
Era la prima volta che vedevo una nutria.
Ad aprile sono tornato. Mi sono sentito in dovere di passare, per nulla più di un informale saluto. In tasca mi sono trovato delle carote tagliate a fiore – forse non volevo apparire approssimativo, poco incline ai dettagli? – e con nonchalance le ho lanciato il primo pezzo.
È stato istintivo battezzarla Gelsomina, nome evocativo di garbo e di sofisticata eleganza.
Le visite si sono succedute per mesi, giusto il tempo di veder triturare due carote, quando un giorno, inaspettata, è giunta l'ispirazione: con le dovute, doverose proporzioni, se Manzoni aveva venticinque fedeli lettori io forse potevo contare su una nutria...
Il passo è stato breve. Gelsomina approva – in realtà è alquanto severa – i racconti che le aggradano e successivamente, sistematili con un (credo) onesto labor limae, essi assumono una forma che trovo munita di una qualche coerenza.
Ed ecco "Racconti alla nutria", breve raccolta di storielle.
Nel peregrinare per le strade, spesso mi avventuro sul Lungo Po.
Durante una confortante passeggiata, allietata da un tenero sole primaverile, l'ho incontrata. Di piccole dimensioni, il corpo tozzo, goffi movimenti e incisivi larghi, da paura. Adorabile. Mi ha subito ispirato fiducia e grande simpatia. Le ho sorriso e, l'ho letto nel suo sguardo, subito ha ricambiato il sentimento.
Era la prima volta che vedevo una nutria.
Ad aprile sono tornato. Mi sono sentito in dovere di passare, per nulla più di un informale saluto. In tasca mi sono trovato delle carote tagliate a fiore – forse non volevo apparire approssimativo, poco incline ai dettagli? – e con nonchalance le ho lanciato il primo pezzo.
È stato istintivo battezzarla Gelsomina, nome evocativo di garbo e di sofisticata eleganza.
Le visite si sono succedute per mesi, giusto il tempo di veder triturare due carote, quando un giorno, inaspettata, è giunta l'ispirazione: con le dovute, doverose proporzioni, se Manzoni aveva venticinque fedeli lettori io forse potevo contare su una nutria...
Il passo è stato breve. Gelsomina approva – in realtà è alquanto severa – i racconti che le aggradano e successivamente, sistematili con un (credo) onesto labor limae, essi assumono una forma che trovo munita di una qualche coerenza.
Ed ecco "Racconti alla nutria", breve raccolta di storielle.
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