Rosso come un tramonto sul mare
Giovane Holden Edizioni · 2025
Descrizione
Nell’Italia degli anni Sessanta, un’epoca sospesa tra l’eco del dopoguerra e i primi fremiti del boom economico, si dipana la storia della giovane Maria Giulia, testimone di un omicidio che segna per sempre il confine tra innocenza e consapevolezza.
Lo shock di quell’atto violento non è solo un trauma individuale, ma la crepa che fa defluire tutte le fragilità sommerse: l’incomunicabilità con i genitori, la solitudine sorda che l’avvolge, la difficoltà di ritagliarsi un’identità in un mondo che chiede obbedienza più che autenticità. La madre, distante e affettivamente evanescente; il padre, severo e ancorato a un’autorità ormai fuori tempo. Entrambi incapaci di vedere il turbamento che cresce nell’animo della figlia. Maria Giulia cerca parole, gesti, uno sguardo che la riconosca, ma trova solo muri.
Iliana Iris Bellussi tratteggia con finezza psicologica la parabola di una giovane mente alle prese con il peso del non detto e con il senso di colpa che si insinua subdolo, come una macchia che non sbiadisce. La cornice storica non è semplice sfondo, ma elemento attivo: l’Italia degli anni Sessanta è quella dei contrasti, dove la modernità avanza ma le coscienze restano ancorate al passato; un paese in trasformazione, in cui anche i sentimenti devono lottare per affermarsi.
Un romanzo di formazione struggente e necessario, in cui l’urgenza di essere ascoltati si mescola al silenzio di una generazione che ha imparato a soffrire in silenzio.
Lo shock di quell’atto violento non è solo un trauma individuale, ma la crepa che fa defluire tutte le fragilità sommerse: l’incomunicabilità con i genitori, la solitudine sorda che l’avvolge, la difficoltà di ritagliarsi un’identità in un mondo che chiede obbedienza più che autenticità. La madre, distante e affettivamente evanescente; il padre, severo e ancorato a un’autorità ormai fuori tempo. Entrambi incapaci di vedere il turbamento che cresce nell’animo della figlia. Maria Giulia cerca parole, gesti, uno sguardo che la riconosca, ma trova solo muri.
Iliana Iris Bellussi tratteggia con finezza psicologica la parabola di una giovane mente alle prese con il peso del non detto e con il senso di colpa che si insinua subdolo, come una macchia che non sbiadisce. La cornice storica non è semplice sfondo, ma elemento attivo: l’Italia degli anni Sessanta è quella dei contrasti, dove la modernità avanza ma le coscienze restano ancorate al passato; un paese in trasformazione, in cui anche i sentimenti devono lottare per affermarsi.
Un romanzo di formazione struggente e necessario, in cui l’urgenza di essere ascoltati si mescola al silenzio di una generazione che ha imparato a soffrire in silenzio.
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