Se un sospiro a mezzogiorno
Infinito Edizioni · 2012
Descrizione
Ci sono racconti che vorresti che non finissero mai. Racconti che ti fanno sognare, respirare, gioire. E quanto mi è capitato di provare nel leggere il testo di Alessandra Pesaturo, in un racconto che è soprattutto un atto d’amore verso la sua città. E il Gianicolo, colle romano prospiciente la riva destra del Tevere, diventa protagonista della vita di coloro che lo frequentano.
Già di per sé, la sua è una storia particolare: il nome del colle, secondo la tradizione, deriverebbe dal dio Giano, che vi avrebbe fondato un centro abitato conosciuto con il nome di Ianiculum. Nella realtà, sul Gianicolo esisteva solo un sacello dedicato al figlio Fons o Fontus del dio Giano. Era invece presente un piccolo centro abitato (Pagus Ianiculensis) situato ai piedi del colle nella zona di Trastevere, oggi corrispondente a piazza Mastai. In territorio originariamente etrusco, il colle sarebbe stato occupato e annesso a Roma dal re Anco Marzio, che l'avrebbe fortificato e collegato alla città tramite il Ponte Sublicio, sul quale doveva passare l’antica strada che attraversava il colle proveniente dall’Etruria, che in seguito diventò la via Aurelia. Un’area del Gianicolo era coperta di boschi sacri dedicati, con un tempio, all’antica divinità Furrina. E proprio questa caratteristica conferma la caratteristica “magica” del posto, amatissimo dai romani. Per non parlare poi del monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi e al cannone, posizionato praticamente sotto la statua, dove lo sparo a salve annunciava ai romani il mezzogiorno.
Al Gianicolo si intrecciano storie, passioni, amori, in un susseguirsi di emozioni che rendono il racconto di Alessandra Pesaturo un piccolo gioiello che bisogna custodire nello scrigno segreto dei propri ricordi.
Già di per sé, la sua è una storia particolare: il nome del colle, secondo la tradizione, deriverebbe dal dio Giano, che vi avrebbe fondato un centro abitato conosciuto con il nome di Ianiculum. Nella realtà, sul Gianicolo esisteva solo un sacello dedicato al figlio Fons o Fontus del dio Giano. Era invece presente un piccolo centro abitato (Pagus Ianiculensis) situato ai piedi del colle nella zona di Trastevere, oggi corrispondente a piazza Mastai. In territorio originariamente etrusco, il colle sarebbe stato occupato e annesso a Roma dal re Anco Marzio, che l'avrebbe fortificato e collegato alla città tramite il Ponte Sublicio, sul quale doveva passare l’antica strada che attraversava il colle proveniente dall’Etruria, che in seguito diventò la via Aurelia. Un’area del Gianicolo era coperta di boschi sacri dedicati, con un tempio, all’antica divinità Furrina. E proprio questa caratteristica conferma la caratteristica “magica” del posto, amatissimo dai romani. Per non parlare poi del monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi e al cannone, posizionato praticamente sotto la statua, dove lo sparo a salve annunciava ai romani il mezzogiorno.
Al Gianicolo si intrecciano storie, passioni, amori, in un susseguirsi di emozioni che rendono il racconto di Alessandra Pesaturo un piccolo gioiello che bisogna custodire nello scrigno segreto dei propri ricordi.
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