Un pezzetto di vita così
Gruppo Albatros Il Filo · 2022
Descrizione
In questo libro c’è “un pezzetto di vita così”, titolo del diario di mia madre, dove racconto il mio graduale recupero attraverso una profonda analisi per una nuova nascita nella consapevolezza, continuamente in bilico tra l’orgogliosa affermazione della mia indipendenza e l’inevitabile bisogno di amore.
Il diario di mia madre, trovato in un cassetto del suo comodino, mi ha fatto ripercorrere la difficile strada di bambina e di adolescente. Una strada segnata dalla violenza di mio padre verso mia madre. Una vita vissuta a proteggerla. Un quadro familiare dominato dalla paura e dalla sopraffazione dove io e lei eravamo unite da un legame viscerale e profondo. Fin da bambina ho dovuto camminare in punta di piedi perché il padre-padrone che prima mi accarezzava, tutt’a un tratto mi avrebbe potuto afferrare e portare nella sua tana per ferirmi. Un uomo che, all’interno delle mura domestiche, usava la violenza psicologica e la violenza fisica per raggiungere i propri scopi e sottolineare il suo potere. Un uomo che ho odiato e amato a tal punto da considerarlo la mia guida, finendo così in una trappola mortale.
Cristina Pitrè è nata a Roma. A dodici anni si è trasferita con la sua famiglia a Pesaro, una piccola città sul mare dove ha studiato pianoforte al Conservatorio Gioacchino Rossini e dove ha iniziato a insegnare nelle scuole dell’infanzia. Le sue passioni sono la musica e l’arte, passioni che trasmette ai suoi piccoli alunni. Sposata, è tornata a vivere a Roma. Ha due figlie e sogna una casa con le finestre che si affacciano sul mare.
Il diario di mia madre, trovato in un cassetto del suo comodino, mi ha fatto ripercorrere la difficile strada di bambina e di adolescente. Una strada segnata dalla violenza di mio padre verso mia madre. Una vita vissuta a proteggerla. Un quadro familiare dominato dalla paura e dalla sopraffazione dove io e lei eravamo unite da un legame viscerale e profondo. Fin da bambina ho dovuto camminare in punta di piedi perché il padre-padrone che prima mi accarezzava, tutt’a un tratto mi avrebbe potuto afferrare e portare nella sua tana per ferirmi. Un uomo che, all’interno delle mura domestiche, usava la violenza psicologica e la violenza fisica per raggiungere i propri scopi e sottolineare il suo potere. Un uomo che ho odiato e amato a tal punto da considerarlo la mia guida, finendo così in una trappola mortale.
Cristina Pitrè è nata a Roma. A dodici anni si è trasferita con la sua famiglia a Pesaro, una piccola città sul mare dove ha studiato pianoforte al Conservatorio Gioacchino Rossini e dove ha iniziato a insegnare nelle scuole dell’infanzia. Le sue passioni sono la musica e l’arte, passioni che trasmette ai suoi piccoli alunni. Sposata, è tornata a vivere a Roma. Ha due figlie e sogna una casa con le finestre che si affacciano sul mare.
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