Connessioni quotidiane
EDUCatt Università Cattolica · 2016
Descrizione
La Rete si rivela così capace sia di replicare le geometrie strategiche dei network io-centrati, sia di aprirsi a forme significative di relazione, dandosi come un «luogo antropologico» che si presta a essere ‘abitato’ (ibidem), un insieme di «spazi antropologicamente densi» (Vittadini, 2003: 23), socialmente più ‘caldi’di quanto non si sarebbe disposti ad ammettere (Spadaro, 2012).
In quanto spazio abitato da soggetti in relazione tra di loro, il Web 2.0 torna dunque a meritarsi l’appellativo di “luogo”: come ricorda infatti Guido Gili (2010: 91) «dove due uomini si incontrano e si ri-conoscono, anche solo su un particolare o un accento minimo della loro umanità , quello è un “luogo”. È il luogo di una relazione umana» .
D’altra parte, il rifiuto non ingenuo di una forma di dualismo digitale (Giaccardi, 2013) non vuol dire, ovviamente, che online e offline “siano la stessa cosa”o che tra “real life”e “digital life”non ci siano differenze, evidenti a qualunque osservatore. Vuol dire, piuttosto, prendere posizione a favore dell’unitarietà del soggetto e della sua esperienza, sia essa diretta o mediata: l’integrità del soggetto che fa esperienza –online e offline –ha, cioè , la priorità sulle forme plurali di questa esperienza. È a questa integralità del soggetto, a cavallo fra spazi esperienziali diversi, che si farà riferimento nel corso delle pagine di questo volume.
In quanto spazio abitato da soggetti in relazione tra di loro, il Web 2.0 torna dunque a meritarsi l’appellativo di “luogo”: come ricorda infatti Guido Gili (2010: 91) «dove due uomini si incontrano e si ri-conoscono, anche solo su un particolare o un accento minimo della loro umanità , quello è un “luogo”. È il luogo di una relazione umana» .
D’altra parte, il rifiuto non ingenuo di una forma di dualismo digitale (Giaccardi, 2013) non vuol dire, ovviamente, che online e offline “siano la stessa cosa”o che tra “real life”e “digital life”non ci siano differenze, evidenti a qualunque osservatore. Vuol dire, piuttosto, prendere posizione a favore dell’unitarietà del soggetto e della sua esperienza, sia essa diretta o mediata: l’integrità del soggetto che fa esperienza –online e offline –ha, cioè , la priorità sulle forme plurali di questa esperienza. È a questa integralità del soggetto, a cavallo fra spazi esperienziali diversi, che si farà riferimento nel corso delle pagine di questo volume.
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