Giulio Cesare Vanini nella cultura filosofica francese del Seicento e del Settecento
di Mario Carparelli, Domenico M. Fazio, Simona Apollonio
La scuola di Pitagora · 2019
Descrizione
Personaggio sfuggente alle categorie tradizionali della storiografia, il filosofo salentino Giulio Cesare Vanini (1585-1619) è stato oggetto negli ultimi anni di una progressiva riscoperta e rivalutazione, che ha reso finalmente giustizia alla rilevanza della sua figura di intellettuale. Il presente lavoro intende mettere in luce come gli esiti originali dell’opera vaniniana rompano gli argini speculativi della filosofia del tardo Rinascimento, ponendosi già entro l’orizzonte di pensiero del libertinismo francese seicentesco e facendo sentire la propria eco anche nei maggiori esponenti della filosofia dell’Illuminismo. Inserendo Vanini nel contesto della cultura francese del Sei e Settecento, e ricollegandosi agli altri studi precedenti sulla sua fortuna, questa ricerca si propone l’obbiettivo di mettere ulteriormente in rilievo la statura europea di questo audace e dissacrante filosofo pugliese.
A partire dalla ricostruzione degli ultimi anni parigini di Vanini e da una ricognizione dei ritratti più suggestivi della sua personalità filosofica nelle testimonianze di numerosi autori francesi della prima metà del ’600, si sono presi in esame alcuni significativi momenti della ricezione delle sue opere nei pensatori libertini del XVII secolo, allo scopo di dare poi risalto a quei temi e motivi del pensiero vaniniano che, nei decenni successivi, in maggior misura cattureranno l’interesse di diversi esponenti di spicco dell’illuminismo francese – primo fra tutti, la denuncia della religione come instrumentum regni.
Si è voluto così offrire un contributo alla Wirkungsgeschichte della filosofia di Vanini che facesse emergere come le alterne vicende della fortuna del suo pensiero siano profondamente legate alla specificità e alla vivacità del contesto storico e culturale della Francia tra il XVII e il XVIII secolo.
A partire dalla ricostruzione degli ultimi anni parigini di Vanini e da una ricognizione dei ritratti più suggestivi della sua personalità filosofica nelle testimonianze di numerosi autori francesi della prima metà del ’600, si sono presi in esame alcuni significativi momenti della ricezione delle sue opere nei pensatori libertini del XVII secolo, allo scopo di dare poi risalto a quei temi e motivi del pensiero vaniniano che, nei decenni successivi, in maggior misura cattureranno l’interesse di diversi esponenti di spicco dell’illuminismo francese – primo fra tutti, la denuncia della religione come instrumentum regni.
Si è voluto così offrire un contributo alla Wirkungsgeschichte della filosofia di Vanini che facesse emergere come le alterne vicende della fortuna del suo pensiero siano profondamente legate alla specificità e alla vivacità del contesto storico e culturale della Francia tra il XVII e il XVIII secolo.
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