Le filosofie del diritto
di Domenico Losurdo, Georg Wilhelm Friedrich Hegel
La scuola di Pitagora · 2020
Descrizione
Più libero dal controllo della censura, Hegel – professore a Heidelberg e poi a Berlino nel secondo quindicennio dell’Ottocento – può esprimersi nelle aule dell’università con maggior spregiudicatezza di quanto non possa attraverso le pagine dei suoi libri. Scorrendo le lezioni sulla filosofia del diritto – alla cui diffusione, in Germania e all’estero, il filosofo sovrintendeva con attenzione – è dato assistere al dipanarsi di una riflessione politica sempre strettamente legata allo sviluppo storico del tempo.
La denuncia delle persistenti forme di schiavitù, la polemica contro una concezione unilaterale della libertà a esclusivo vantaggio dei ceti economicamente privilegiati, l’esame lucido della povertà e delle sue cause sociali, la difesa delle ragioni dell’individuo contro l’accidentalità che ne pone a repentaglio la dignità e la vita, l’affermazione della rilevanza pubblica dell’educazione scolastica e della tutela della salute e, ancora, la discussione sui temi della rappresentanza politica, della divisione della società in classi e delle prime forme dell’organizzazione sindacale sono soltanto alcuni tra gli argomenti affrontati da pagine che un’ampia scelta antologica, ordinata tematicamente, pone ora a disposizione del pubblico italiano.
Ne emerge una figura sorprendente per la modernità delle posizioni assunte e per la sensibilità con cui le questioni del tempo sono vissute e indagate filosoficamente: finché, dinanzi agli effetti devastanti della crisi economica degli anni Venti, giunge a vacillare, nell’ultimo scorcio della sua vita, la stessa fiducia di Hegel nella capacità dello Stato, quale si era fino ad allora configurato, di conciliare le gravi contraddizioni che attraversano la convivenza sociale degli uomini.
La denuncia delle persistenti forme di schiavitù, la polemica contro una concezione unilaterale della libertà a esclusivo vantaggio dei ceti economicamente privilegiati, l’esame lucido della povertà e delle sue cause sociali, la difesa delle ragioni dell’individuo contro l’accidentalità che ne pone a repentaglio la dignità e la vita, l’affermazione della rilevanza pubblica dell’educazione scolastica e della tutela della salute e, ancora, la discussione sui temi della rappresentanza politica, della divisione della società in classi e delle prime forme dell’organizzazione sindacale sono soltanto alcuni tra gli argomenti affrontati da pagine che un’ampia scelta antologica, ordinata tematicamente, pone ora a disposizione del pubblico italiano.
Ne emerge una figura sorprendente per la modernità delle posizioni assunte e per la sensibilità con cui le questioni del tempo sono vissute e indagate filosoficamente: finché, dinanzi agli effetti devastanti della crisi economica degli anni Venti, giunge a vacillare, nell’ultimo scorcio della sua vita, la stessa fiducia di Hegel nella capacità dello Stato, quale si era fino ad allora configurato, di conciliare le gravi contraddizioni che attraversano la convivenza sociale degli uomini.
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