Sguardi
Maurizio Gracceva · 2023
Descrizione
Si propone un percorso che tenta di spingersi oltre le secche della maledizione che costringe a quella zona grigia fatta di cupidigia, odio, invidia, violenza, sentimento del nulla, irrisolte pratiche del desiderio.
Una finestra da cui si prova a scorgere il virtuale, erroneamente scambiato con il reale, e riproporre l’inquietante domanda sulla illusorietà di ogni tentativo che non generi un effettivo mutamento.
In definitiva il tentativo di infliggere un colpo allo scandalo dell’uomo virtuale, passando attraverso la stratificazione percettiva che conduce alla riscoperta della consolazione, alla possibilità di percepire nella distinzione e affermare la filosofia come pratica quotidiana e quindi alla considerazione che la filosofia possa essere alterazione percettiva dell’esistenza, fino alla proposta di una “pratica” che non può che essere pratica del desiderio.
Un viaggio che si propone di mostrare nella sua essenza il pericolo in cui si trova l’uomo alla mercé del virtuale, un pericolo di tipo mortale che rappresenta un autentico punto di non ritorno rispetto a ciò che ha rappresentato l’umanità dell’animale uomo.
Una finestra da cui si prova a scorgere il virtuale, erroneamente scambiato con il reale, e riproporre l’inquietante domanda sulla illusorietà di ogni tentativo che non generi un effettivo mutamento.
In definitiva il tentativo di infliggere un colpo allo scandalo dell’uomo virtuale, passando attraverso la stratificazione percettiva che conduce alla riscoperta della consolazione, alla possibilità di percepire nella distinzione e affermare la filosofia come pratica quotidiana e quindi alla considerazione che la filosofia possa essere alterazione percettiva dell’esistenza, fino alla proposta di una “pratica” che non può che essere pratica del desiderio.
Un viaggio che si propone di mostrare nella sua essenza il pericolo in cui si trova l’uomo alla mercé del virtuale, un pericolo di tipo mortale che rappresenta un autentico punto di non ritorno rispetto a ciò che ha rappresentato l’umanità dell’animale uomo.
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