Toson, il brigadiere precario
Damster Edizioni · 2021
Descrizione
Centopioppi: un paese immaginario sulle rive del fiume Po, che non riesce a decidersi tra modernità e tradizione. Qui, la caserma dei Carabinieri è gestita in appalto.
In un deposito di vernici, vengono rinvenute diossine, pronte per uno smaltimento illegale, ma Buzio Maurizio, il titolare della ditta, riesce a scappare, dandosi alla latitanza.
Busanelli, il sostituto procuratore in appalto, affida il caso al brigadiere Pavonazzi, e gli applica sulla divisa il logo dello sponsor dell'indagine.
Pavonazzi si reca a Milano presso la Polizia Ambientale, ma qui c’è la fila di colleghi che si presentano con casi d’inquinamento, e bisogna prendere il numero salvafila per entrare.
A Centopioppi, intanto, le indagini proseguono sul campo da parte della squadra di Tosòn, composta dal brigadiere precario e dagli appuntati scelti Cataldo e Romanenko, precari pure loro. I tre si muovono a bordo di un’auto elettrica dalle batterie capricciose, che li costringe spesso a spostarsi in apecar o autobus.
Gli agenti vengono a sapere che il Buzio frequentava l’associazione Ho detto no!, un sodalizio tra ambientalisti, insieme alla moglie. I due, però, si erano separati, perché non riuscivano ad applicare alla lettera le regole del cittadino equo-solidale, e si accusavano a vicenda di essere consumisti. Per una reazione assurda, evidentemente, Buzio si era messo a compiere reati ambientali.
Il fuggitivo riesce a disperdere nell’ambiente altre diossine che deve smaltire, fino a quando...
E il morto dov'è? Niente paura. Anche in questa storia c'è il morto assassinato.
In un deposito di vernici, vengono rinvenute diossine, pronte per uno smaltimento illegale, ma Buzio Maurizio, il titolare della ditta, riesce a scappare, dandosi alla latitanza.
Busanelli, il sostituto procuratore in appalto, affida il caso al brigadiere Pavonazzi, e gli applica sulla divisa il logo dello sponsor dell'indagine.
Pavonazzi si reca a Milano presso la Polizia Ambientale, ma qui c’è la fila di colleghi che si presentano con casi d’inquinamento, e bisogna prendere il numero salvafila per entrare.
A Centopioppi, intanto, le indagini proseguono sul campo da parte della squadra di Tosòn, composta dal brigadiere precario e dagli appuntati scelti Cataldo e Romanenko, precari pure loro. I tre si muovono a bordo di un’auto elettrica dalle batterie capricciose, che li costringe spesso a spostarsi in apecar o autobus.
Gli agenti vengono a sapere che il Buzio frequentava l’associazione Ho detto no!, un sodalizio tra ambientalisti, insieme alla moglie. I due, però, si erano separati, perché non riuscivano ad applicare alla lettera le regole del cittadino equo-solidale, e si accusavano a vicenda di essere consumisti. Per una reazione assurda, evidentemente, Buzio si era messo a compiere reati ambientali.
Il fuggitivo riesce a disperdere nell’ambiente altre diossine che deve smaltire, fino a quando...
E il morto dov'è? Niente paura. Anche in questa storia c'è il morto assassinato.
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