Canto nuovo
Gilgamesh Edizioni · 2026
Descrizione
L’anno sta morendo a Lunavìa, solitaria cittadella sopra il colle Onirico. Mentre il mondo cambia e si trasforma, tra le aie e le vie del paese tutto resta incessantemente uguale, al riparo da ogni burrasca del mondo.
Sotto un cielo di tardo autunno, tinto d’un tramonto dalle sfumature malinconiche, sette signori, ormai anziani, si ritrovano attorno alla stessa e malconcia fontana di sempre, appena fuori la chiesa del borgo.
Con sguardo ormai quietamente disincantato verso la vita, la “vegliarda brigata” dà voce a una lunga meditazione sulla condizione dell’uomo. Da questa riflessione sgorgherà poi, dai taccuini di ogni interlocutore, una raccolta di versi poetici.
Un’opera che s’impegna a raccogliere i frammenti del pensiero dell’autore, nata come “umile tentativo di dar voce all’arcano e tacito dialogo tra la natura universale e la vita dell’uomo” (dalla “Premessa d’autore”).
Sotto un cielo di tardo autunno, tinto d’un tramonto dalle sfumature malinconiche, sette signori, ormai anziani, si ritrovano attorno alla stessa e malconcia fontana di sempre, appena fuori la chiesa del borgo.
Con sguardo ormai quietamente disincantato verso la vita, la “vegliarda brigata” dà voce a una lunga meditazione sulla condizione dell’uomo. Da questa riflessione sgorgherà poi, dai taccuini di ogni interlocutore, una raccolta di versi poetici.
Un’opera che s’impegna a raccogliere i frammenti del pensiero dell’autore, nata come “umile tentativo di dar voce all’arcano e tacito dialogo tra la natura universale e la vita dell’uomo” (dalla “Premessa d’autore”).
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