Compagni di sangue
Titivillus Edizioni · 2014
Descrizione
Bobo Rondelli nasce a Livorno il 18 marzo 1963 (così dice su mà). Per non fare il muratore, lavoro di suo padre, s’inventa cantante, attore, giullare, etc, etc, etc, anche se lui si autodefinisce PRENDIPERILCULISTA di professione. Suo nonno materno, artista, grande ballerino di trincea, dove si esibiva scansando fucilate nemiche, scrisse il musical Se mi becchi non vale. Il nonno paterno, cantante di miniera dandosi il ritmo a colpi di piccone scrisse le canzoni: “Sono il negro del carbone” e “Bimba mia c’ho la silicosi”, edizioni Sanatorio Records. La nonna faceva la serva nelle ville dei signori. Lo zio Berto, di cui porta il nome, fu un grande performer di bestemmie in gramlot emiliano, che improvvisò prima di essere fucilato (testi andati perduti). Il padre è morto prima della pensione, il fratello lo arresterà perché è un finanziere, la madre lo sopporta ancora, la moglie non più, i figli lo picchiano. Di antica stirpe nobile gibbonica di sangue marrone, ha da tempo fatto richiesta senza ancora ottenere la pensione, perché lui è quello che ha “picchiato la testa” (come l’amico-regista Paolo Virzì, forse mosso a compassione, ha raccontato nel documentario “L’uomo che aveva picchiato la testa”).
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