Confini
Aletti Editore · 2025
Descrizione
Confini è una raccolta di testi poetici, una scelta di versi scritti nell’arco di quasi vent’anni, come la raccolta precedente (Terra del fuoco, 2011). È di nuovo un modo per rendere conto di una ricerca condotta al limite, fondata sulla fiducia che il mezzo poetico come le infinite forme linguistiche fornisce la libertà di affrontare ogni tema della realtà del mondo, interiore o oggettivo, interno o esterno che sia. Vi si ritrovano le emozioni, legate soprattutto all’amore e all’amicizia, ma anche i pensieri sulla realtà e sull’esperienza dell’impegno civile. Anche quando vengono utilizzate le forme cosiddette chiuse come il sonetto o l’acre forma epigrammatica o i metri tradizionali come l’endecasillabo, sono interpretati con la libertà di una sperimentazione variegata e intessuti di irregolarità e anomalie.
È stato scritto che “la poesia è il rifugio degli sconfitti” (Cataldi, Introduzione) e che l’io lirico della raccolta è “sconfitto dalla storia e dallo svilimento della politica” (Castellana, Prefazione). È pur vero, ma per quanto sconfitto e al confine della speranza l’essere umano, che si consegna in questi versi ancora vivo per quanto allo stremo, non si dichiara vinto. Continua a testimoniare anche da vecchio che nello smarrimento di orizzonte della civiltà occidentale sull’orlo dell’abisso c’è sempre la possibilità di parlare ai propri simili, a chi è prossimo, agli altri, che siano i grandi della tradizione letteraria o i piccoli delle relazioni minute o la donna amata. Insomma c’è la ricerca di una possibilità per quanto compressa di riscatto e di libertà. È un invito ad attraversare il confine, il limite interiore e anche oggettivo, che ci divide dall’altro.
È stato scritto che “la poesia è il rifugio degli sconfitti” (Cataldi, Introduzione) e che l’io lirico della raccolta è “sconfitto dalla storia e dallo svilimento della politica” (Castellana, Prefazione). È pur vero, ma per quanto sconfitto e al confine della speranza l’essere umano, che si consegna in questi versi ancora vivo per quanto allo stremo, non si dichiara vinto. Continua a testimoniare anche da vecchio che nello smarrimento di orizzonte della civiltà occidentale sull’orlo dell’abisso c’è sempre la possibilità di parlare ai propri simili, a chi è prossimo, agli altri, che siano i grandi della tradizione letteraria o i piccoli delle relazioni minute o la donna amata. Insomma c’è la ricerca di una possibilità per quanto compressa di riscatto e di libertà. È un invito ad attraversare il confine, il limite interiore e anche oggettivo, che ci divide dall’altro.
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