I giorni tristi
Kipple Officina Libraria · 2015
Descrizione
Una raccolta di espressioni nude e brutali, uno stile che l’autore chiama “ultrarealismo” di cui questo libretto ne rappresenta una sorta di manifesto, “l'istante raggelato in cui tutti vedono cosa c'è sulla punta della forchetta”, come diceva Burroughs. Nella poesia del reale estremo e spogliato c’è tutta la grandezza di questo autore, versatile e assai atipico, davvero incatalogabile.
Protagonista è la brutalità, una descrizione asciutta e desolata e brutale dell'istante e della realtà, come il pensare a un animale sbudellato ma ancora vivo. Sono i giorni tristi della prima poesia che poi vengono descritti selvaggiamente parola dopo parola, ignorando se in modo piacevole: è ultrarealismo, ed è l'ultima frontiera del poeta.
Protagonista è la brutalità, una descrizione asciutta e desolata e brutale dell'istante e della realtà, come il pensare a un animale sbudellato ma ancora vivo. Sono i giorni tristi della prima poesia che poi vengono descritti selvaggiamente parola dopo parola, ignorando se in modo piacevole: è ultrarealismo, ed è l'ultima frontiera del poeta.
Informazioni editoriali
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