L'anima scatta istantanee

di Bruna Digregorio

E.M.I. Euro Movie Italia s.r.l · 2016

Descrizione

L’anima, secondo Platone, è immortale, è ingenerata, è indistruttibile e senza di lei nulla di vivo sarebbe stato o potrebbe essere. La narrazione, in forma mitica, della natura dell’anima e del suo destino, è rappresentata, nel Fedro, dall’immagine della biga alata, un carro guidato da un auriga e trainato da due cavalli. Principio di movimento e con ciò di vita, l’anima è parte dello spirito cosmico insieme agli Dei e la sua aspirazione più profonda è innalzarsi fino a vedere i principi eterni, i modelli ideali su cui si regge ogni cosa. Le ali dell’anima rappresentano questa aspirazione e quando cade in un corpo, perdendo le ali, a salvarla interviene l’Eros, l’amore per la bellezza, che spinge l’anima a volgersi nuovamente verso l’idealità. La potenza dell’ala è tale da condurre in alto ciò che è pesante, ma all’anima si presenta anche la fatica, la competizione eterna. Solo la pianura della verità è il pascolo adeguato alla parte migliore dell’anima e la natura della stessa ala si nutre di questo. La vista è forse il più acuto dei sensi, quello che permette all’anima di scattare istantanee che restano impresse nell’anima stessa, tuttavia, la vista non riesce a scorgere la saggezza. La poesia può dunque essere interpretata come l’unica via d’accesso all’intellegibile. L’anima che perde le ali, cade in un corpo e diventa uomo, ma quella che sarà capace di guardare oltre, diventerà filosofo.

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