Lo stormo
Vincenzo Troiani · 2019
Descrizione
La parola a volte celebra la vita con un senso di remota distanza e si fa, anche solo per questo, inaccessibile e perfino banale.
Ha bisogno di una sorta di moralità ed empatia, semplice come pane spezzato, per superare l’indifferenza nei suoi confronti.
Essa riesce così a non far dimenticare che la letteratura è una risposta più alla sofferenza che al successo.
è così che, con essa, prendiamo coscienza che non possiamo influenzare il passato, come pure gli stessi sentimenti che accompagnano la nostra vita, ma solo migliorarne e renderne accessibili le descrizioni, onorando il nostro debito verso la memoria e noi stessi.
Ecco, dunque, in una filigrana trasparente, racconti, poesie e pensieri, “commentati” ma non corredati, con foto evocative.
Come d’acqua che passa
Arriverai
dove la terra finisce
e c’è solo mare.
Naufrago
d’ogni memoria
e senza una spiaggia
da
ri-gua-da-gnare.
Dove il vento racconta
di un iceberg
che lento
si disfa
e comincia
dai segni
del suo lungo andare.
Tu
che nel sole
ora
insisti a specchiarti,
illudendoti,
così,
di durare.
Tu che non trovi
un saluto lieve,
come
un sorriso
d’acqua
che scorre,
con cui lasciare.
Ha bisogno di una sorta di moralità ed empatia, semplice come pane spezzato, per superare l’indifferenza nei suoi confronti.
Essa riesce così a non far dimenticare che la letteratura è una risposta più alla sofferenza che al successo.
è così che, con essa, prendiamo coscienza che non possiamo influenzare il passato, come pure gli stessi sentimenti che accompagnano la nostra vita, ma solo migliorarne e renderne accessibili le descrizioni, onorando il nostro debito verso la memoria e noi stessi.
Ecco, dunque, in una filigrana trasparente, racconti, poesie e pensieri, “commentati” ma non corredati, con foto evocative.
Come d’acqua che passa
Arriverai
dove la terra finisce
e c’è solo mare.
Naufrago
d’ogni memoria
e senza una spiaggia
da
ri-gua-da-gnare.
Dove il vento racconta
di un iceberg
che lento
si disfa
e comincia
dai segni
del suo lungo andare.
Tu
che nel sole
ora
insisti a specchiarti,
illudendoti,
così,
di durare.
Tu che non trovi
un saluto lieve,
come
un sorriso
d’acqua
che scorre,
con cui lasciare.
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