Poesie zen
di A cura di Lucien Stryk e Takaschi Ikemoto
Newton Compton Editori · 2013
Descrizione
Introduzione di Rossana Campo
A cura di Lucien Stryk e Takashi Ikemoto
Lievi come petali di rosa o sferzanti come frustate, queste composizioni brevi, essenziali e liriche al tempo stesso, sono il luogo in cui si realizza l’essenza dello Zen: il raggiungimento del koan, il vertice della meditazione.
La poesia, nella ricerca di questi grandi maestri, è una luce che, squarciando il velo della vita quotidiana, indica un percorso verso l’illuminazione. Spazio e Tempo si identificano in un attimo lirico d’intensa profondità spirituale, coinvolgente ed emozionante spiritualità.
Mille e cinquecento anni di storia e di poesia rivivono in un’antologia che, dagli antichi maestri cinesi e giapponesi fino agli autori contemporanei, ospita un Estremo Oriente affascinante e sconosciuto. I maestri dello Zen, nato nell’antica Cina della dinastia T’ang come prodotto del Buddismo e del Taoismo, furono monaci o laici e, sebbene anche poeti, s’imposero innanzitutto come guide di una rigorosa disciplina filosofica. In questo contesto, le poesie Zen diventano arte della contraddizione, gusto del paradosso, ode ironica alla volontà di non prendersi mai troppo sul serio.
«Un albero senza radici,
foglie gialle disseminate
oltre l'azzurro;
non una nube, non una macchia.»
Sozan-Kionin
A cura di Lucien Stryk e Takashi Ikemoto
Lievi come petali di rosa o sferzanti come frustate, queste composizioni brevi, essenziali e liriche al tempo stesso, sono il luogo in cui si realizza l’essenza dello Zen: il raggiungimento del koan, il vertice della meditazione.
La poesia, nella ricerca di questi grandi maestri, è una luce che, squarciando il velo della vita quotidiana, indica un percorso verso l’illuminazione. Spazio e Tempo si identificano in un attimo lirico d’intensa profondità spirituale, coinvolgente ed emozionante spiritualità.
Mille e cinquecento anni di storia e di poesia rivivono in un’antologia che, dagli antichi maestri cinesi e giapponesi fino agli autori contemporanei, ospita un Estremo Oriente affascinante e sconosciuto. I maestri dello Zen, nato nell’antica Cina della dinastia T’ang come prodotto del Buddismo e del Taoismo, furono monaci o laici e, sebbene anche poeti, s’imposero innanzitutto come guide di una rigorosa disciplina filosofica. In questo contesto, le poesie Zen diventano arte della contraddizione, gusto del paradosso, ode ironica alla volontà di non prendersi mai troppo sul serio.
«Un albero senza radici,
foglie gialle disseminate
oltre l'azzurro;
non una nube, non una macchia.»
Sozan-Kionin
Informazioni editoriali
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