Quaderni dell'amore e del pericolo
Ronzani Editore · 2021
Descrizione
Introduzione di Francesco Crosato
Questa strana bambina sembra conservare in sé traccia di quando, nella notte dei tempi, “sentivamo” all’unisono con gli animali e le piante, parlavamo con essi, ci percepivamo un tutt’uno con quella che avremmo chiamato Natura. Quale allora il suo messaggio? Forse che, passando da un piano del “sentire” a uno via via più logico e razionale (sia come genere umano che come singole persone), grazie al sedimentarsi di una sempre più definita coscienza, non dobbiamo però, scordare da dove veniamo, rimuovere lo stadio precedente: nessun brusco e annullante “salto”.
Si seppe da subito, bastava guardare la mia natività
la bufera, il soffio indicibile
le saette oltre le piccole finestre
l’alba fredda che bussava alla porticina
i tremiti dei rami
la lingua turpe della zingara
che mi raccolse tra le cosce di mia madre
l’esultanza che strinse il suo cuore
ecco, ero una rosa canina perfetta
e il mio odore era vivo e celeste
riempiva prepotente le strade cattive, sì
si seppe e si disse da subito
che avrei vissuto poveramente
come una regina, e non mi sarei fatta mancare niente.
Questa strana bambina sembra conservare in sé traccia di quando, nella notte dei tempi, “sentivamo” all’unisono con gli animali e le piante, parlavamo con essi, ci percepivamo un tutt’uno con quella che avremmo chiamato Natura. Quale allora il suo messaggio? Forse che, passando da un piano del “sentire” a uno via via più logico e razionale (sia come genere umano che come singole persone), grazie al sedimentarsi di una sempre più definita coscienza, non dobbiamo però, scordare da dove veniamo, rimuovere lo stadio precedente: nessun brusco e annullante “salto”.
Si seppe da subito, bastava guardare la mia natività
la bufera, il soffio indicibile
le saette oltre le piccole finestre
l’alba fredda che bussava alla porticina
i tremiti dei rami
la lingua turpe della zingara
che mi raccolse tra le cosce di mia madre
l’esultanza che strinse il suo cuore
ecco, ero una rosa canina perfetta
e il mio odore era vivo e celeste
riempiva prepotente le strade cattive, sì
si seppe e si disse da subito
che avrei vissuto poveramente
come una regina, e non mi sarei fatta mancare niente.
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