Sulle rime
Aletti Editore · 2025
Descrizione
Chi sono io? Una domanda più che lecita… un ragazzo che adora la vita a sinonimo di poesia? Forse il contrario, perché amo dipingere su quella tela che chiamiamo “esistenza” le dolci sfumature della letteratura.
Mi chiamo Gabriele Di Francesco e nessuno pensi che io mi sia subito innamorato di questa passione, perché in tenera età, anzi, odiavo la mia amata. Come in ogni odio c’è una piccola parte di amore, e viceversa, anch’io fui soggetto a questa legge, specialmente a 16 anni, quando trovai per destino ben quattro libri sulla grande Divina Commedia. Questo incontro cambiò radicalmente la mia passione, tanto che oggi perseguo le orme del beato classico.
Vorr' parlarvi d’este Rime ch’io piacendo darò al volgo, le quali mi son amato d’adoperare per l’armonica compagnia delle lettere, ch’al cor mio sospirano s’io mi vado co’ lagrime. Nol sol esto, ché in vero la dolce Poesia m’ama com’io d’un desio per Essa più forte ed intenso provo, e sovente mi ferma di comporre anco ’l nulla più futile, giacché sí mi guida ’n esti passi del mio ego, a miràr la bea vita e il trascorrer d’essa, a cantar sin dal risveglio la beltà e purezza, a poetare di ciò ch’a me volge più delle altre ispirazione: la malinconica indole del creato.
Mi chiamo Gabriele Di Francesco e nessuno pensi che io mi sia subito innamorato di questa passione, perché in tenera età, anzi, odiavo la mia amata. Come in ogni odio c’è una piccola parte di amore, e viceversa, anch’io fui soggetto a questa legge, specialmente a 16 anni, quando trovai per destino ben quattro libri sulla grande Divina Commedia. Questo incontro cambiò radicalmente la mia passione, tanto che oggi perseguo le orme del beato classico.
Vorr' parlarvi d’este Rime ch’io piacendo darò al volgo, le quali mi son amato d’adoperare per l’armonica compagnia delle lettere, ch’al cor mio sospirano s’io mi vado co’ lagrime. Nol sol esto, ché in vero la dolce Poesia m’ama com’io d’un desio per Essa più forte ed intenso provo, e sovente mi ferma di comporre anco ’l nulla più futile, giacché sí mi guida ’n esti passi del mio ego, a miràr la bea vita e il trascorrer d’essa, a cantar sin dal risveglio la beltà e purezza, a poetare di ciò ch’a me volge più delle altre ispirazione: la malinconica indole del creato.
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