Fare business in…Nuova Zelanda
di Martino Conserva, Lorenzo Riccardi, Giorgio Riccardi
Ipsoa · 2016
Descrizione
Molte cose sono cambiate in Nuova Zelanda negli ultimi quindici anni; oggi il Paese, che conta quattro milioni e mezzo di abitanti, si è definitivamente affrancato dalla dipendenza britannica e s’identifica sempre di più con la regione dell’Asia-Pacifico, dove si collocano i suoi principali partner commerciali, Australia inclusa. L’economia non è più fondata soltanto su agricoltura e pastorizia (impregiudicati il contesto naturale e l’immagine verde del Paese, con un rapporto tra abitanti e pecore che trova eguali solo in Irlanda), ma può contare su un’industria alimentare forte di talune eccellenze, a partire da un comparto vitivinicolo che si colloca al settimo posto nel ranking mondiale, con una produzione pari a quella della Germania e destinata per oltre l’80% all’export, e con un comparto di servizi che ha saputo svilupparsi e guadagnarsi un posto di rilievo a livello mondiale. La popolazione neozelandese, i cosiddetti Kiwi, dal nome dell’uccello simbolo del Paese, ha dato il via a un’economia non più autarchica e fondata su barriere all’ingresso, ma concorrenziale e retta da un export rilevante, da un’inflazione modesta, dall’offrire all’investitore estero un quadro di riferimento stabile in un Paese con qualità di vita altissima, che si colloca oggi al terzo posto del ranking mondiale per trasparenza ed efficienza del sistema e bassissimo livello di delinquenza e corruzione (superato da Singapore, ma precedendo la civilissima Svizzera), agevolato da una struttura amministrativa snella ed efficace e da un sistema politico che favorisce ed incentiva la partecipazione del cittadino.
La Nuova Zelanda ha saputo poi, più della vicina Australia e a differenza degli Stati Uniti, saldare un debito con la storia nei confronti delle popolazioni locali giunte nel Paese prima dei coloni inglesi, che approdarono sulle coste delle isole neozelandesi soltanto nel diciassettesimo secolo. I Maori sono ben integrati nella società, con loro progressiva urbanizzazione, e il Trattato di Waitangi che ne fissa i diritti oggi viene pienamente rispettato, garantendo quanto promesso agli antenati, nel rispetto delle tradizioni, dell’arte, della cultura e della lingua maori.
La Nuova Zelanda ha saputo poi, più della vicina Australia e a differenza degli Stati Uniti, saldare un debito con la storia nei confronti delle popolazioni locali giunte nel Paese prima dei coloni inglesi, che approdarono sulle coste delle isole neozelandesi soltanto nel diciassettesimo secolo. I Maori sono ben integrati nella società, con loro progressiva urbanizzazione, e il Trattato di Waitangi che ne fissa i diritti oggi viene pienamente rispettato, garantendo quanto promesso agli antenati, nel rispetto delle tradizioni, dell’arte, della cultura e della lingua maori.
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