La finanza della prima guerra economica mondiale
Publisher s19444 · 2020
Descrizione
L’impero Ottomano alla vigilia dello scoppio del conflitto mondiale era quanto di più simile per certi aspetti alla attuale Unione Europea, un’entità decadente, ma dopo 683 anni di dominio, con tanti conflitti interni, con un esercito poco affidabile, appesantita da una burocrazia autoreferenziale e incapace di assolvere la propria funzione. E “c’era una Nazione che promise a un’altra Nazione la terra di una terza Nazione”, iniziò così la tragedia di Israele e per certi versi anche la Shoah.
Le promesse fatte agli arabi dai britannici non furono mantenute, ma questa è un’altra storia, che riguarda da vicino l’instabilità geopolitica del Medio Oriente, che ancora ai giorni nostri vede la popolazione soffrire le guerre che in quei territori le potenze economiche giocano, letteralmente giocano, per disputare i propri interessi economici, continuando a fomentare le speranze delle varie fazioni arabe e armandone la mano, componendo e disfacendo raggruppamenti sotto le più svariate sigle, salvo poi definirli terroristi per meglio seminare il caos nell’area.
Di fatto si preparava, seppure in conseguenza di un evento così luttuoso come una guerra, il definitivo passaggio dallo stato liberale allo stato sociale, che si era tuttavia timidamente avviato verso la fine del XIX secolo, con il riconoscimento dell’uguaglianza formale dei cittadini.
Sullo sfondo di queste tragedie si muoveva la finanza bancaria ebraica, che pragmaticamente prosperava finanziando tutte le potenze schierate sullo scacchiere di guerra.
Le promesse fatte agli arabi dai britannici non furono mantenute, ma questa è un’altra storia, che riguarda da vicino l’instabilità geopolitica del Medio Oriente, che ancora ai giorni nostri vede la popolazione soffrire le guerre che in quei territori le potenze economiche giocano, letteralmente giocano, per disputare i propri interessi economici, continuando a fomentare le speranze delle varie fazioni arabe e armandone la mano, componendo e disfacendo raggruppamenti sotto le più svariate sigle, salvo poi definirli terroristi per meglio seminare il caos nell’area.
Di fatto si preparava, seppure in conseguenza di un evento così luttuoso come una guerra, il definitivo passaggio dallo stato liberale allo stato sociale, che si era tuttavia timidamente avviato verso la fine del XIX secolo, con il riconoscimento dell’uguaglianza formale dei cittadini.
Sullo sfondo di queste tragedie si muoveva la finanza bancaria ebraica, che pragmaticamente prosperava finanziando tutte le potenze schierate sullo scacchiere di guerra.
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