La Società Europea di Cultura
Edizioni Epoké · 2026
Descrizione
In un’Europa divisa dalla guerra, la cultura più davvero diventare un ponte tra i popoli? Nel 1950, a Venezia, il filosofo Umberto Campagnolo fonda la Società Europea di Cultura (SEC) con l’ambizioso intento di ricostruire un dialogo tra intellettuali dei Paesi divisi dalla Guerra Fredda. Attorno a questa esperienza unica, capace di intrecciare idealismo e pragmatismo, ruotano figure come Norberto Bobbio, Karl Jaspers e soprattutto Thomas Mann, che prestarono la propria voce a un progetto tanto visionario quanto concreto.
In questo volume, Francesca Somenzari ricostruisce con precisione e passione la storia della SEC nei suoi primi anni, soffermandosi in particolare sul contributo degli intellettuali tedeschi. Attraverso documenti inediti, carteggi e analisi, l’autrice illumina la fitta rete di relazioni culturali che, nella Venezia del dopoguerra, provarono a contrastare la logica dei blocchi contrapposti, proponendo la “politica della cultura” come terza via. La società Europea di Cultura si distingue per lo sguardo ravvicinato su un nodo poco esplorato della storia post bellica: il ruolo della cultura tedesca e germanofona nella definizione di un’idea di Europa libera, indipendente e plurale. Un racconto che tiene insieme la filosofia, la politica e l’impegno civile.
In un presente in cui il progetto europeo appare fragile e messo alla prova da nuove fratture, riscoprire l’esperienza della SEC significa ricordare che la cultura non è ornamento, ma fondamento di convivenza e di pace.
In questo volume, Francesca Somenzari ricostruisce con precisione e passione la storia della SEC nei suoi primi anni, soffermandosi in particolare sul contributo degli intellettuali tedeschi. Attraverso documenti inediti, carteggi e analisi, l’autrice illumina la fitta rete di relazioni culturali che, nella Venezia del dopoguerra, provarono a contrastare la logica dei blocchi contrapposti, proponendo la “politica della cultura” come terza via. La società Europea di Cultura si distingue per lo sguardo ravvicinato su un nodo poco esplorato della storia post bellica: il ruolo della cultura tedesca e germanofona nella definizione di un’idea di Europa libera, indipendente e plurale. Un racconto che tiene insieme la filosofia, la politica e l’impegno civile.
In un presente in cui il progetto europeo appare fragile e messo alla prova da nuove fratture, riscoprire l’esperienza della SEC significa ricordare che la cultura non è ornamento, ma fondamento di convivenza e di pace.
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