Lumi e ombre tra Europa e America Latina
Pacini Editore · 2025
Descrizione
«La prima edizione dell’Encyclopedie edita da Diderot e D’Alembert, risale al 1751. 15 anni dopo sarebbe stata la volta di Dei delitti e delle pene, opera attribuita a Cesare Beccaria ma, a quanto pare, frutto delle discussioni che avvenivano tra i redattori milanesi de Il Caffè.
15 anni di tempo, tra Parigi e Milano, che hanno segnato due tappe significative per lo sviluppo della modernità, incidendo sulle fondamenta economiche, politiche e culturali delle società europee, ed estendendo la loro influenza a tutte le latitudini.
L’illuminismo inaugura una stagione di rinnovamento radicale. A partire dalla centralità della ragione, ovvero della capacità di valutare, comporre, ordinare, sistematizzare, avviene un rovesciamento radicale della visione del mondo.
Se prima gli esseri umani ragionavano attraverso la fede, adesso divengono l’unità di misura dell’universo, artefici del loro destino, scardinando così le fondamenta ecclesiastico-religiose dell’ordine politico e sociale dell’epoca.
La ragione, secondo gli illuministi, è un dono di cui dispongono tutti, ad ogni latitudine, indipendentemente dal sesso o dalla razza. Nessuno, perciò, è migliore di alti per ragioni ascritte. Al limite, è intrappolato da convenzioni, sovrastrutture e pregiudizi, che, se gli si consente di ragionare, è in grado di demolire…»
Vincenzo Scalia e Fernando Tenorio Taglie
15 anni di tempo, tra Parigi e Milano, che hanno segnato due tappe significative per lo sviluppo della modernità, incidendo sulle fondamenta economiche, politiche e culturali delle società europee, ed estendendo la loro influenza a tutte le latitudini.
L’illuminismo inaugura una stagione di rinnovamento radicale. A partire dalla centralità della ragione, ovvero della capacità di valutare, comporre, ordinare, sistematizzare, avviene un rovesciamento radicale della visione del mondo.
Se prima gli esseri umani ragionavano attraverso la fede, adesso divengono l’unità di misura dell’universo, artefici del loro destino, scardinando così le fondamenta ecclesiastico-religiose dell’ordine politico e sociale dell’epoca.
La ragione, secondo gli illuministi, è un dono di cui dispongono tutti, ad ogni latitudine, indipendentemente dal sesso o dalla razza. Nessuno, perciò, è migliore di alti per ragioni ascritte. Al limite, è intrappolato da convenzioni, sovrastrutture e pregiudizi, che, se gli si consente di ragionare, è in grado di demolire…»
Vincenzo Scalia e Fernando Tenorio Taglie
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