Decadenza
di Aldo Maria Valli, Aurelio Porfiri
Chorabooks · 2020
Descrizione
In questo poderoso volume gli autori intendono dimostrare qualcosa di semplice: che negli ultimi decenni nella Chiesa cattolica si sono prese delle direzioni che non aiutano la sua missione spirituale e pastorale. Queste direzioni sono state favorite dall'uso di parole che sono servite come grimaldelli per giustificare certe pratiche e certi atteggiamenti. Qui gli autori ne identificano una decina: dialogo, pastorale, sinodalità, ponti, autoreferenziale, fragilità, misericordia, ecumenismo, discernimento periferie. Naturalmente c'è del buono in queste parole, ma in molti casi (non tutti ovviamente) vengono usate per far passare concetti e idee che non sono congruenti con la tradizione cattolica, a volte addirittura la oppongono.
Marcello Veneziani, nella prefazione, dice: "Come se la Chiesa avesse preso nei secoli un colossale abbaglio e avesse seguito una millenaria distorsione del suo compito, e solo oggi abbia la giusta percezione della sua missione nel mondo. Ed ora volesse correggersi, anzi diventare “evangelicamente corretta” tornare alle origini, povera e nuda, dialogica e caritatevole. Anche se poi il dialogo, la tolleranza, l'apertura si arresta quando ha davanti i cattolici della tradizione. A dimostrazione di quel che diceva Augusto del Noce: i cattolici progressisti si sentono più vicini ai progressisti non cattolici che ai cattolici non progressisti; ossia per loro è fondamentale l'essere progressisti, e accessorio l'essere cattolici e credenti".
Un testo di piacevole lettura, malgrado la mole, in cui gli autori vogliono comunque testimoniare il loro amore alla Chiesa, malgrado la sofferenza che essi provano nel dover scrivere di cose di cui avrebbero preferito non scrivere. Questo è certamente un libro per far riflettere, non ha nessuna intenzione di favorire una mancanza di rispetto per la Chiesa e i suoi Pastori, atteggiamento da cui gli autori si sentono profondamente lontani.
Marcello Veneziani, nella prefazione, dice: "Come se la Chiesa avesse preso nei secoli un colossale abbaglio e avesse seguito una millenaria distorsione del suo compito, e solo oggi abbia la giusta percezione della sua missione nel mondo. Ed ora volesse correggersi, anzi diventare “evangelicamente corretta” tornare alle origini, povera e nuda, dialogica e caritatevole. Anche se poi il dialogo, la tolleranza, l'apertura si arresta quando ha davanti i cattolici della tradizione. A dimostrazione di quel che diceva Augusto del Noce: i cattolici progressisti si sentono più vicini ai progressisti non cattolici che ai cattolici non progressisti; ossia per loro è fondamentale l'essere progressisti, e accessorio l'essere cattolici e credenti".
Un testo di piacevole lettura, malgrado la mole, in cui gli autori vogliono comunque testimoniare il loro amore alla Chiesa, malgrado la sofferenza che essi provano nel dover scrivere di cose di cui avrebbero preferito non scrivere. Questo è certamente un libro per far riflettere, non ha nessuna intenzione di favorire una mancanza di rispetto per la Chiesa e i suoi Pastori, atteggiamento da cui gli autori si sentono profondamente lontani.
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