L'uomo dalla carne trasparente

di Serra Giorgio

Borghigiano · 2017

Descrizione

Un nuovo francescanesimo non è un’utopia. La coscienza totale della storia, assorbita in un tempo contratto al massimo, non potrà che essere illuminante sul senso ultimo, sulla Finalità dell’esistenza umana.
Una storia che è un presagio, scritta (realmente) in un periodo in cui era inimmaginabile l’avvento di un pontefice che si sarebbe chiamato Francesco, per indicare anche simbolicamente la via della povertà come l’unica in grado di riscattare e salvare l’umanità.
Un pittore, compiendo il suo “balzo nella genialità” cerca con tutte le sue forze un mezzo per indicare la sua personale e laica concezione di una via per il riscatto e la salvezza, non mediante un impoverimento generale, ma con l’aprire al mondo la dirompente visione della realtà totale, dall’inizio dei tempi, fino al tempo presente, intriso di insicurezza e paura.
In cento quadri esprime la Totalità della storia, osservando i quali, in una speciale sequenza si giunge, con la visione dell’ultimo quadro, ad una illuminante consapevolezza. Non è spogliandosi dei propri beni, restando nudi e inermi, che si può risolvere la povertà nel mondo. Saranno i buoni, gli onesti, i mansueti, e tutti gli individui dotati di saggezza e sensibilità, la élite del mondo, a spargere fra gli uomini (dopo l’illuminazione raggiunta al termine della visione della speciale sequenza dei quadri) una vera, consapevole, solidale fratellanza risolutrice.

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